La conoscenza un processo in divenire e mai del tutto esaurito – effetto DUNNING-KRUGER –

Capita di avere dei dubbi su quanto diciamo. La ricerca delle fonti diventa una costante, un momento di confronto con se stessi più che con il resto del mondo. La ricerca bibliografica serve a dipanare ogni dubbio, ogni perplessità e ci mette al riparo dalle critiche più feroci: quelle che facciamo a noi stessi.

Se anche a te è capitato sappi che sei in buona compagnia ed è pure un buon segno perché a quanto pare i dubbi li ha chi è più intelligente o più colto. Chi non ha mai dubbi, invece, tende ovviamente a non sincerarsi sulla bontà di quello che ha detto o sta per dire o per dirla come un antico saggio “solo gli stupidi sono sicuri di loro stessi, gli altri hanno solo forti dubbi”. E’ l’effetto Dunning – Kruger proposto nel 1999. In passato, molti autori e ricercatori avevano pubblicamente esposto la loro opinione in merito. Bertrand Russel disse che “il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”; Friedrich Schiller sostenne che “neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana”; William Shakespeare affermò che “il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio”. Non posso poi non riportare Platone che nell’Apologia di Socrate attribuisce a quest’ultimo la frase “Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente, soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo” (cap. 6).

Senza scomodare Platone, Socrate né l’antico saggio, cerchiamo di contestualizzare l’effetto Dunning – Kruger: il problema non sono quelli che hanno dubbi, ma quelli che non ne hanno mai. In questi personaggi l’effetto Dunning – Kruger è in agguato perché non consente di percepire i propri limiti. Di certo ne avrete incontrato qualcuno nella vostra azienda e/o luogo lavorativo, ne abbiamo anche qualche esempio nella politica recente, sia nazionale che internazionale, spesso ostentano una sicurezza tale che alcuni scambiano per carisma, mentre è solo incapacità di riconoscere i propri limiti neppure di fronte al palesarsi dei propri errori. Di contro le persone intelligenti sono ben consce dei propri limiti perché sanno che ci sono persone ben più dotate di loro e quindi si pongono sempre le domande “Avrò fatto bene? Sarà la scelta giusta?”.

Un buon sistema di valutazione delle competenze sarebbe opportuno per riuscire a misurare con il metro chi fa cosa e come lo fa, anche perché, pur di mantenere inalterata la propria serie di infallibili azioni, lo stupido tende spesso a scaricare sugli altri le cause del proprio fallimento.

Insomma, Forrest Gump, o meglio sua mamma, aveva torto. Non è vero che “stupido è chi lo stupido fa” ma “stupido è chi non ha mai dubbi su se stesso”.

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