Cadute dall’alto: I requisiti dei ponteggi fissi secondo le normative tecniche europee

I ponteggi fissi e la normativa

Un ponteggio fisso è un’attrezzatura provvisionale utile per lo svolgimento di lavori in quota costituita in generale da tubi, giunti ed elementi prefabbricati (ad esempio telai) collegati fra loro, la cui costruzione e impiego è disciplinata in Italia dalle norme contenute nella Sezione V – Ponteggi Fissi del Titolo IV – Capo II – dagli artt. da 131 a 138 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. L’art. 131 in particolare stabilisce che, per ciascun tipo di ponteggio fisso, il fabbricante debba

chiedere al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS) l’autorizzazione alla costruzione ed all’impiego, corredando la domanda di una relazione tecnica nella quale devono essere specificati gli elementi seguenti:

a) descrizione degli elementi che costituiscono il ponteggio, loro dimensioni con le tolleranze ammissibili e schema dell’insieme;

b) caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati e coefficienti di sicurezza adottati per i singoli materiali;

c) indicazione delle prove di carico a cui sono stati sottoposti i vari elementi;

d) calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego;

e) istruzioni per le prove di carico del ponteggio;

f) istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio;

g) schemi-tipo di ponteggio con l’indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico, di altezza dei ponteggi e di larghezza degli impalcati per i quali non sussiste l’obbligo del calcolo per ogni singola applicazione.

Il rilascio da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dell’autorizzazione alla costruzione ed all’impiego dei ponteggi era già previsto dall’art.30 del D.P.R. n. 164/1956.

Nel corso degli anni il Ministero ha emesso diverse centinaia di provvedimenti (autorizzazioni, estensioni, volture) che, fino alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., avevano validità illimitata nel tempo. Con l’art. 131, comma 5, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. è stato introdotto il concetto di periodo di validità dell’autorizzazione ministeriale, in quanto ora l’autorizzazione è soggetta a rinnovo ogni dieci anni per verificare l’adeguatezza del ponteggio

all’evoluzione del progresso tecnico.

L’emanazione della Circ. 28 maggio 2018, n. 10 “Rinnovo delle autorizzazioni alla costruzione e all’impiego di ponteggi, ai sensi dell’articolo 131, comma 5, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81 e successive modificazioni” ha permesso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di dare una prima applicazione alla previsione contenuta nell’art.131, comma 5, dopo i primi dieci anni di vigenza del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. In aggiunta il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali, ha costituito un apposito Gruppo di lavoro tecnico, composto da rappresentanti del Ministero stesso, del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dell’INAIL e dell’Istituto per le tecnologie della costruzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche,

con lo scopo di elaborare un documento tecnico riguardante le norme tecniche specifiche sui ponteggi fissi per l’aggiornamento delle istruzioni per la costruzione e l’impiego. Il documento tecnico che sarà realizzato dal Gruppo consentirà al Ministero di definire le indicazioni tecniche aggiornate all’evoluzione del progresso tecnico, evoluzione intesa come conoscenze

attraverso i processi tipici dell’innovazione e della diffusione di nuove e migliori tecnologie, che

può derivare senz’altro dall’aumento di conoscenze e capacità o dal miglioramento della qualità o delle caratteristiche di uno o più fattori produttivi.

L’evoluzione del progresso tecnico relativo ai ponteggi fissi può inoltre scaturire da:

— studi e ricerche per lo sviluppo e validazione di migliori metodologie e procedure dedicate alla fornitura, progettazione, montaggio, smontaggio, trasformazione e uso;

—elaborazione di modalità applicative, svolgimento di attività sperimentale e sviluppo di modelli utilizzabili per la valutazione del rischio in relazione all’impiego;

— prove sperimentali e verifiche per la valutazione dei livelli di sicurezza.

Ai sensi dell’art. 131, comma 3, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., in aggiunta all’autorizzazione ministeriale prevista per il ponteggio fisso, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attesta, a richiesta e a seguito di esame della documentazione tecnica, la rispondenza

del ponteggio alle norme UNI EN12810 e UNI EN 12811 o per i giunti alla norma UNI EN 74.

Anche l’applicazione delle norme tecniche europee è dunque uno degli strumenti per conseguire l’evoluzione del progresso tecnico di un ponteggio.

Nelle more del documento tecnico sopra citato, i requisiti dei ponteggi e dei giunti sono rinvenibili dunque nelle norme:

— UNI EN 39: 2004 Tubi di acciaio sciolti per ponteggi a tubi e raccordi – Condizioni tecniche di fornitura;

—UNI EN 74-1:2007 Giunti, spinotti e basette per l’utilizzo in strutture di sostegno per opere permanenti e ponteggi – Parte 1: Giunti per tubi – Requisiti e procedimenti di prova;

—UNI EN 74-2:2009 Giunti, spinotti e basette per l’utilizzo in strutture di sostegno per opere permanenti e ponteggi – Parte 2: Giunti speciali – Requisiti e procedimenti di prova;

—UNI EN 74-3:2007 Giunti, spinotti e basette per l’utilizzo in strutture di sostegno per opere permanenti e ponteggi – Parte 3: Basette piane e spinotti – Requisiti e procedimenti di prova;

— UNI EN 12810-1:2004 Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati – Parte 1: Specifiche di prodotto;

— UNI EN 12810-2:2004 Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati – Parte 2: Metodi particolari di progettazione strutturale;

—UNIEN12811-1:2004 Attrezzature provvisionali

di lavoro – Parte 1: Ponteggi – Requisiti prestazionali e progettazione generale;

—UNIEN12811-2:2004 Attrezzature provvisionali di lavoro – Parte 2: Informazioni sui materiali;

—UNIEN12811-3:2005 Attrezzature provvisionali di lavoro – Parte 3: Prove di carico;

—UNIEN12811-4:2014 Attrezzature provvisionali di lavoro – Parte 4: Parasassi per ponteggi – Requisiti prestazionali e progettazione del prodotto.

Le norme tecniche di prodotto elencate rappresentano a oggi la massima espressione dell’innovazione tecnologica in materia di ponteggi in ambito europeo e sono uno dei riferimenti per consentire un aggiornamento dell’intero settore e un confronto con gli

altri Paesi europei. I requisiti previsti sono decisamente più organici rispetto a quelli inseriti nella legislazione italiana e dunque sono utili per “verificare l’adeguatezza del ponteggio all’evoluzione del progresso tecnico”, ai sensi dell’art. 131, comma 5, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

Tubi di acciaio sciolti per ponteggi

La norma europea EN39 specifica i requisiti per tubi di acciaio non legato da utilizzare, con giunti conformialla EN 74, nella costruzione di ponteggi di lavoro. Essa include i requisiti di classificazione e designazione, i requisiti geometrici e strutturali (aspetto, rettilineità, imperfezioni, tolleranze sul diametro, spessore e lunghezza), le prove (in particole di trazione e di schiacciamento), la marcatura per agevolare l’identificazione a lungo termine e i

requisiti del rivestimento di protezione. I tubi in acciaio della norma europea, che hanno un diametro esterno specificato di 48,3 mm e uno spessore di 3,2mm(tubo di tipo 3) o di 4,0mm(tubo di tipo 4), possono essere utilizzati anche congiuntamente ad altre dimensioni e gradi di tubi di acciaio per applicazioni quali ponteggi prefabbricati di cui alla UNI EN 12811. L’acciaio deve avere resistenza allo snervamento di almeno 235 MPa, allungamento di

almeno il 24% e i valori da adottare per la progettazione delle strutture con l’uso dei tubi sono riportati in Tabella 1.

Giunti, spinotti e basette

La norma europea EN 74 è suddivisa in tre parti: la prima parte EN 74-1 tratta i tipi comuni di giunti ad attrito, la seconda parteEN74-2 tratta altri tipi meno comuni di giunti, la terza parte EN 74-3 si occupa delle basette piane e degli spinotti. La EN 74 non impedisce lo sviluppo di altri tipi di giunti. Per esempio i giunti possono essere fabbricati in alluminio o altri materiali o essere progettati per l’utilizzo con tubi di acciaio o di alluminio diversi da quelli generalmente utilizzati. Sebbene tali giunti possano non essere conformi alla norma europea, è raccomandato di considerare i principi della norma europea per la loro progettazione e valutazione. I giunti, le basette e gli spinotti della norma sono destinati all’utilizzo in ponteggi fissi per il collegamento di tubi di acciaio e di alluminio con un diametro esterno di 48,3 mm e,

sotto altri aspetti (per esempio qualità del materiale, spessore e tolleranze), soddisfano i requisiti indicati nelle EN 12810 e EN 12811. La norma specifica per i giunti ortogonali, i giunti girevoli, i giunti a manicotto, i giunti paralleli funzionanti per attrito, le basette piane e gli spinotti:

— le definizioni;

— i tipi di giunto, ortogonale RA, girevole SW, parallelo PA e a manicotto SF;

— i requisiti delle basette piane BP e degli spinotti sciolti LS;

— le classi di giunto, tipo A, B, AA e BB;

— i materiali e la protezione dalla corrosione;

— i requisiti di progettazione;

— le classi di resistenza con diversi parametri strutturali, inclusi i valori di resistenza e rigidezza;

— i procedimenti di prova;

— la designazione e marcatura;

—i procedimenti di produzione e la valutazione del prodotto;

— il manuale del prodotto e le istruzioni.

I giunti bullonati conformi alla norma vanno serrati con un momento torcente di 50N me i giunti a cuneo vanno serrati utilizzando un martello di 500 g fino a rifiuto del cuneo. I parametri strutturali più importanti applicabili ai giunti sono:

— per i giunti ortogonali (RA): la forza di scorrimento Fs (classe A, AA, B e BB), il momento di

Rotazione Mt(classeBe BB), la forza di separazione Fp (classe A, AA, B e BB), la forza di rottura Ff (classi A, AA, B e BB), il momento flettente cruciforme Mb (classi B e BB, solo giunti bullonati), la rigidezza a rotazione Cmt(classi Be BB, solo giunti bullonati), la rigidezza a flessione cruciforme Cmb (classe B e BB);

—per i giunti girevoli (SW): la forza di scorrimento Fs (classi A e B), la forza di rottura Ff (classi A e B);

—per i giunti paralleli (PA): la forza di scorrimento Fs (classi A e B), la forza di rottura Ff (classi A e B);

— per i giunti a manicotto (SF): la forza di scorrimento Fs (classi A e B), il momento flettente Mb (classe B).

I valori più importanti dei paramenti strutturali ai fini del superamento positivo delle prove di accettazione dei giunti sono:

—per i giunti ortogonali: (RA): forza di scorrimento Fs, con spostamento da 1 a 2 mm (classe A e AA 10 kN, classe B e BB 15 kN, configurazione AA/AA 15 kN, configurazione BB/BB 25 kN); momento di rotazione Mt (classe B e BB 0,13 kNm), forza di separazione Fp (classeAeAA20 kN, classe B e BB 30 kN), forza di rottura Ff (classe A 20 kN, classe AA 30 kN, classe B 30 kN, classe BB 45 kN), momento flettente cruciforme Mb (classi B e BB 1,6 kNm), rigidezza a rotazione Cmt (classi B e BB 7,5 kNm/rad), rigidezza a flessione cruciforme Cmb, con momento 0,8 kNm (classe B e BB, su tubo in acciaio 6 kNm/rad, su tubo

in allumino 5 kNm/rad);

—per i giunti girevoli (SW): forza di scorrimento Fs, con spostamento da 1 a 2mm(classeA10 kN, classe B 15 kN), forza di rottura Ff (classeA14 kN, classe B 20 kN);

—per i giunti paralleli (PA): forza di scorrimento Fs, con spostamento da 1 a 2mm(classeA10 kN, classe B 15 kN), forza di rottura Ff (classeA20 kN, classe B 30 kN);

—per i giunti a manicotto (SF): forza di scorrimento Fs, con spostamento da 1 a 2mm(classiA6 kN, classe B 9 kN), momento flettente Mb (classe B 1,4 kNm).

Infine le prove previste dalla norma sono le seguenti:

—forza di scorrimento Fs per giunti RA,SW,PA, SF, con scopo determinare la resistenza allo scorrimento Fs di un giunto lungo un tubo e gli spostamenti relativi tra il tubo e il giunto;

— forza di rottura Ff per giunti RA, SW e PA, con scopo determinare la resistenza a rottura Ff di un giunto

— forza di separazione Fp per giunti RA, con scopo determinare la resistenza Fp alla separazione in due parti di un giunto;

— rigidezza a flessione cruciforme Cmb e momento flettente cruciforme Mb per giunti RA, con scopo determinare la resistenza al momento flettente Mb e la rigidezza a flessione cruciforme Cmb di un giunto;

— momento di rotazione Mt e rigidezza a rotazione Cmt per giunti RA, con scopo determinare la resistenza al momento di rotazione di Mt e la rigidezza Cmt di un giunto che slitta attorno a un tubo;

— momento flettente Mb per giunti SF, con scopo determinare la resistenza al momento flettente Mbdi un giunto a manicotto;

— rientranza per giunti RA, SW e PA, con scopo determinare la deformazione plastica locale dei tubi causata dalle forze trasmesse da un giunto;

—curva forza-spostamento per basette piane BP, con scopo determinare la relazione forza-spostamento di una basetta sottoposta a carico.

Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati

La norma europea EN 12810 specifica i requisiti prestazionali, i requisiti generali e speciali del progetto strutturale e la valutazione dei sistemi di ponteggio di facciata prefabbricati (ad esempio del tipo a telaio o multidirezionale); si suddividine nelle parti 1, specifiche di prodotto, e 2, metodi speciali di progettazione strutturale.

I ponteggi di facciata sono destinati a essere utilizzati collegati alla facciata con ancoraggi. È limitata ai sistemi di ponteggio di facciata aventi montanti di acciaio o lega di alluminio e altri elementi di questi stessi materiali o materiali derivati dal legno. Definisceì una serie base di configurazioni del sistema, dalle quali partire per realizzare il progetto strutturale.

Altre configurazioni sono possibili in alcuni sistemi, ma non rientrano nella norma. La norma va applicata congiuntamente alla EN 12811, parti 1, 2 e 3. La norma specifica in dettaglio:

— i termini e le definizioni;

—la classificazione, in termini di carico di servizio: 2, 3, 4, 5, 6 come da EN 12811-1, di impalcati e relativi supporti: (D) progettati con prova di caduta, (N) non progettati con prova di caduta, di larghezza del sistema: SW06, SW09, SW12, SW15, SW18, SW21, SW24, di altezza libera di passaggio: H1 e H2 come da EN 12811 -1, di rivestimento: (B) con

possibilità di rivestimento, (A) senza possibilità di rivestimento, di metodo di accesso verticale: (LA) tramite scala a pioli, (ST) tramite scala a rampa, (LS) entrambi;

— la designazione;

— i materiali;

—i componenti del sistema, comprese le modalità di ancoraggio e controventatura;

— i requisiti generali e specifici;

— i requisiti di progettazione strutturale;

— i manuali del prodotto e le istruzioni;

— la marcatura;

— la valutazione del prodotto.

Di particolare rilevanza è il fatto che, relativamente all’applicazione dei carichi dovuti all’azione del vento, la norma specifica che il vento di esercizio e il vento massimo debbano essere applicati separatamente, parallelamente e perpendicolarmente alla facciata. Il valore caratteristico della forza del vento, FK, è dato da: FK = cs x cf x Ai x qi dove Ai è l’area di riferimento per la pressione del vento (non rivestita = area di ciascun componente proiettata nella direzione del vento; rivestita=area di superficie del rivestimento), cf è il coefficiente di forza aerodinamica (area non rivestita = 1,3 in direzione vento perpendicolare rispetto alla facciata, 1,3 in direzione vento parallela rispetto alla facciata); area rivestita = 1,3 in direzione vento perpendicolare rispetto alla facciata, 0,1 in direzione vento parallela rispetto alla facciata), cs è il coefficiente del luogo (area non rivestita = 0,75 in direzione vento perpendicolare rispetto alla facciata, 1 in direzione vento parallela rispetto alla facciata; area rivestita = 1 in direzione vento perpendicolare rispetto alla facciata, 1 in direzione vento parallela rispetto alla facciata) e qi è la pressione dinamica di progetto.

Inoltre, per sistemi di ponteggio di classe D, la norma impone espressamente che gli impalcati e i rispettivi supporti debbano superare le prove di caduta indicate nella EN 12810-2. Lo scopo della prova di caduta è verificare che l’impalcato e i suoi supporti abbiano una robustezza minima. La sfera d’acciaio di test, con diametro di 0,5 m e massa di 100 kg, possiede una

altezza di caduta di 2,5 m, misurata dalla superficie dell’impalcato al fondo della sfera. Un cuscino ammortizzatore deve essere posizionato sull’implacato nel punto di impatto e quando viene caricato in modo statico la caratteristica di rigidità (curva spostamento-forza) del cuscino smorzante deve trovarsi tra due curve limite bilineari. La prova deve essere eseguita rilasciando istantaneamente la sfera dall’altezza indicata e verticalmente al di sopra del punto di impatto. Ciascuna serie di prove deve essere eseguita tre volte. Le prove vanno fatte su vari punti di impatto e al fine del superamento del test, l’unico requisito è che l’assieme testato sia ancora in grado di sopportare il carico statico della sfera d’acciaio, accettando deformazioni permanenti o danni locali.

Ponteggi provvisionali di lavoro

La norma europea EN 12811 specifica i requisiti prestazionali e i metodi di progettazione strutturalee generale per i ponteggi di accesso e di servizio. La norma è suddivisa nella parte 1, sui requisiti prestazionali e di progettazione generale, nella parte 2, in merito alle informazioni sui materiali, nella parte 3, sulle prove di carico, e nella parte 4, sui parasassi per

ponteggi. I requisiti forniti dalla norma sono per strutture di ponteggi la cui stabilità è affidata alle strutture adiacenti. La norma esclude gli impalcati sospesi mediante funi, sia fissi che mobili, gli impalcati mobili in orizzontale, incluse le torri mobili di accesso, gli impalcati motorizzati, i ponteggi utilizzati come protezione per lavori sui tetti e le coperture temporanee. Le strutture di sostegno e i sistemi di puntellazione possono essere costituiti dagli stessi

componenti strutturali descritti nella norma, ma non sono ponteggi di servizio. I requisiti particolari per i ponteggi di facciata costituiti da componenti prefabbricati sono specificati nella EN 12810-1 e nella EN 12810-2.

La norma specifica in particolare:

— le definizioni;

— i materiali (in particolare acciaio, ghisa, alluminio, legno massiccio o lamellare);

— la protezione della corrosione;

— gli elementi componenti, inclusi i parasassi;

— i requisiti generali e specifici;

— i requisiti di progettazione strutturale;

— le azioni agenti;

— le combinazioni di carico;

— le verifiche degli elementi e le inflessioni;

— i manuali del prodotto e le istruzioni;

— le prove di carico.

Di particolare rilevanza sono i requisiti nel seguito riassunti per grandi linee, rimandando alla consultazione della norma per tutti i dettagli.

Area di accesso e di servizio

Ogni area di accesso e di servizio deve essere realizzata in modo da offrire un luogo di lavoro opportuno; inoltre deve proteggere le persone dal rischio di caduta, garantire la sicurezza dei materiali e delle attrezzature depositate e proteggere le persone sottostanti dalla caduta di oggetti. Si deve prestare attenzione a considerazioni ergonomiche. L’area deve essere completamente coperta ed essere provvista di adeguata protezione laterale quando pronta per

l’utilizzo. I collegamenti tra parti separate devono essere efficaci e facili da controllare. Devono essere facili da assemblare e assicurati contro il distacco accidentale. La norma prevede inoltre alcuni requisiti sulle aree di lavoro riguardanti:

— la sicurezza degli elementi dell’impalcato contro gli spostamenti pericolosi, quali i movimenti involontari o i sollevamenti causati dal vento;

—la superficie antiscivolo degli elementi dell’impalcato, come ad esempio quella in legno che soddisfa in genere i requisiti antiscivolamento;

— le dimensioni delle aperture tra gli elementi dell’impalcato che non devono essere superiori a 25mm;

— le aree di lavoro che dovrebbero essere il più possibile piane; in caso la pendenza sia maggiore del 20% vanno previsti degli appigli, con l’eccezione del caso in cui possono essere previste delle aperture con larghezza massima di 100 mm al centro degli appigli per agevolare l’uso delle carriole.

Larghezza del ponteggio

La larghezza del ponteggio è la larghezza completa dell’area di lavoro, includendo fino a 30 mm del fermapiede. In Tabella 2 sono indicate le sette classi di larghezza previste dalla norma, la quale prevede anche che la distanza libera tra i montanti, c, deve essere almeno pari a 600 mm, mentre la larghezza libera delle scale a rampa non deve essere minore a

500 mm. Tutte le aree di lavoro devono garantire la larghezza specificata per l’intera lunghezza tranne che in prossimità di una coppia di montanti, dove deve essere presente un’area completamente priva di impedimenti con una larghezza minima, b e p, dove b è lo spazio libero di transito, che deve essere almeno il maggiore tra 500mme (c – 250 mm) e p è larghezza dell’altezza libera di passaggio, che deve essere almeno la maggiore tra 300 mm e (c – 450 mm).

Altezza libera di passaggio

L’altezza libera di passaggio minima, h3, tra le aree di lavoro deve essere sempre di 1,90 m. I requisiti relativi all’altezza libera di passaggio per l’altezza h1a, tra le aree di lavoro e i traversi, per l’altezza h1b, tra le aree di lavoro e gli elementi di ancoraggio, e per l’altezza minima a livello della spalla h2 sono forniti in Tabella 3

Protezioni laterali

Le aree di lavoro e di accesso devono prevedere una protezione laterale costituita da almeno un corrente principale, una protezione laterale intermedia e un fermapiede. Sulle scale a rampa può essere omesso il fermapiede. La protezione laterale deve essere assicurata contro la rimozione involontaria. Il corrente principale deve essere posizionato ad almeno 1 m sopra l’area di lavoro, con una tolleranza di 50 mm (altezza minima assoluta 950 mm).

La protezione laterale intermedia deve essere fissata tra il corrente principale di parapetto e il

fermapiede. La protezione laterale intermedia può consistere alternativamente di uno o più correnti intermedi, di un telaio, o un telaio del quale il corrente principale forma il bordo superiore, di una struttura di recinzione. Le aperture nella protezione laterale devono essere inferiori a 470 mm, il fermapiede deve essere posizionato ad almeno 150mm sopra l’area di lavoro. I fori e le scanalature nel fermapiede, ad eccezione dei fori per la movimentazione,

non devono essere più larghi di 25mm in una direzione. Nelle strutture di recinzione l’area di ogni foro o scanalatura non deve essere maggiore di 100 cm2 e la dimensione orizzontale

non superiore a 50 mm. La distanza orizzontale tra la superficie esterna del fermapiede e la parte interna del parapetto e di tutti i componenti della protezione laterale intermedia non deve superare gli 80 mm. In caso di necessità, la norma prevede che il ponteggio possa essere rivestito mediante rete o telo.

Modalità di accesso

Si devono fornire mezzi di accesso sicuri ed ergonomici e il sistema del ponteggio deve includere disposizioni per l’accesso tra i diversi livelli, che possono essere scale a pioli o scale a rampa. Le scale a pioli fabbricate in conformità alla EN 131-1 e alla EN 131-2 soddisfano i requisiti di accesso della norma.

Le scale a rampa e le scale a pioli devono essere assicurate contro l’allentamento non intenzionale e devono avere una superficie resistente allo scivolamento.

Per i ponteggi più alti, si dove considerare l’utilizzo di un ascensore da cantiere per persone. La norma consiglia l’utilizzo di scale a rampa in caso di lavori importanti e ne specifica due classi di dimensioni:

—classe A, in cui la larghezza del gradino s e la pedata g hanno le seguenti dimensioni (mm): 125 ≤ s < 165 e 150 ≤ g < 175;

—classe B, in cui la larghezza del gradino s e la pedata g hanno le seguenti dimensioni (mm): s ≥ 165 e g ≥ 175.

La larghezza libera minima della scala a rampa deve essere pari a 500 mm e la combinazione dei valori relativi all’alzata u e alla pedata g soddisfare la seguente espressione:

540 ≤ 2u + g ≤ 660 (mm)

Le aperture di accesso negli impalcati devono essere almeno 0,45 m in larghezza e 0,60 m in

lunghezza. Essi sono dotati normalmente di apposita botola, che deve potere essere fissata in posizione chiusa, o in casi specifici di ringhiera di protezione.

Classi di carico

Per tenere conto delle diverse condizioni di lavoro, la norma specifica sei classi di carico

con i carichi di servizio riportati in Tabella 4, che vengono utilizzati come azioni per le verifiche

strutturali.

La classe di carico per le aree di lavoro deve corrispondere alla natura effettiva del lavoro da svolgere.

In casi eccezionali, quando non è possibile adottare una delle classi di carico o l’attività è più onerosa, parametri differenti possono essere adottati e specificati dopo l’analisi dell’utilizzo a cui è destinato il ponteggio di servizio. Alcuni esempi degli elementi da considerare sono:

a) il peso di tutte le attrezzature e dei materiali immagazzinati nell’area di lavoro;

b) gli effetti dinamici dal materiale posto sull’area di lavoro mediante attrezzature elettriche;

c) il carico da attrezzature manuali, come le carriole.

Progettazione, costruzione e manutenzione dei ponteggi

Ogni ponteggio di servizio deve essere progettato, costruito e sottoposto a manutenzione in modo da garantire che non ceda o non si sposti involontariamente e che possa cos essere utilizzato in sicurezza.

Ciò si applica in tutte le fasi, includendo il montaggio e la modifica, fino allo smantellamento completo.

I componenti del ponteggio devono essere progettati in modo da potere essere trasportati, montati, utilizzati, sottoposti a manutenzione, smontati e immagazzinati in sicurezza. Un ponteggio di accesso e/o servizio deve disporre di un appoggio o di una fondazione in grado di resistere ai carichi di progettazione e di limitare il movimento.

La stabilità laterale della struttura del ponteggio nella sua interezza e localmente deve essere verificata quando sottoposta a diverse forze di progettazione, per esempio il vento. La stabilità laterale può essere garantita mediante elementi di ancoraggio all’edificio o alla struttura adiacente. In alternativa si possono utilizzare altri metodi, quali tiranti a fune, a zavorra o ancoraggi speciali. Può essere necessario rimuovere temporaneamente singoli ancoraggi per

eseguire il lavoro sulla struttura permanente; in tali casi la progettazione deve tenere in considerazione la rimozione degli ancoraggi e si deve preparare una procedura che specifichi la sequenza per la rimozione e la reinstallazione degli ancoraggi. La norma specifica che i dispositivi di collegamento devono essere efficaci e facili da controllare, i componenti facili da montare e smontare, i collegamenti bloccati in modo che non possano essere rimossi, se non per azione intenzionale diretta. L’impalcato deve essere piano e libero da pericoli di inciampo, non presentare aperture di larghezza eccessiva ed essere montato in maniera sicura.

Tipologie di carico

La norma distingue tre tipi principali di carico da considerare:

a) carichi permanenti che includono il peso proprio della struttura del ponteggio, inclusi tutti i componenti, come gli impalcati, le recinzioni, i parasassi e altre strutture di protezione e le eventuali strutture ausiliarie come le piazzole di carico;

b) carichi variabili che includono i carichi di servizio (carico sull’area di lavoro, carichi sulla protezione laterale) e i carichi del vento e, se appropriato, i carichi da neve e ghiaccio;

c) carichi accidentali che includono il solo carico verso il basso di 1,25 kN da considerare per le verifiche di resistenza degli elementi della protezione laterale.

Ogni ponteggio deve essere in grado di resistere alle peggiori combinazioni di carichi a cui può essere sottoposto.

Devono essere stabilite le condizioni in cantiere e determinate di conseguenza le combinazioni di carico. Le combinazioni a) e b) seguenti devono essere utilizzate per la progettazione strutturale di ponteggi di facciata, a meno che non siano disponibili informazioni

più affidabili sul modo di utilizzo del ponteggio. In ogni singolo caso si deve considerare la condizione di servizio e la condizione di fuori servizio:

a) la condizione di servizio:

1) il peso proprio del ponteggio;

2) il carico di servizio uniformemente distribuito appropriato alla classe di carico del ponteggio specificato in Tabella 4, agente sull’area di lavoro del livello con impalcati più sfavorevole;

3) il 50%del carico specificato nel punto a) – 2) deve essere considerato come agente sull’area di lavoro al successivo livello soprastante o sottostante se un ponteggio ha più di un livello con impalcati;

4) il carico del vento di servizio;

b) la condizione fuori servizio:

1) il peso proprio del ponteggio;

2) una percentuale del carico uniformemente distribuito, specificato in Tabella 4, agente sul livello con impalcati più sfavorevole; il valore dipende dalla classe di carico: classe 1:0%(nessun carico di servizio sull’area di lavoro), classi 2 e 3: 25% (rappresentante alcuni materiali depositati sull’area di lavoro), classi 4, 5 e 6: 50% (rappresentante alcuni materiali depositati sull’area di lavoro);

3) il carico massimo del vento di fuori servizio. Nei casi a) – 2) e b) – 2), il carico deve essere

considerato pari a zero, se la sua considerazione porta a risultati più favorevoli; per esempio nel caso di ribaltamento del ponteggio.

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