{"id":958,"date":"2021-09-03T14:25:54","date_gmt":"2021-09-03T12:25:54","guid":{"rendered":"https:\/\/untesil.org\/?p=958"},"modified":"2021-09-03T14:28:33","modified_gmt":"2021-09-03T12:28:33","slug":"letica-della-professione-e-la-responsabilita-di-chi-si-occupa-di-prevenzione-nellambiente-e-nel-mondo-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/2021\/09\/03\/letica-della-professione-e-la-responsabilita-di-chi-si-occupa-di-prevenzione-nellambiente-e-nel-mondo-del-lavoro\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019etica della professione e la responsabilit\u00e0 di chi si occupa di prevenzione nell\u2019ambiente e nel mondo del lavoro\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019etica della professione?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Potremmo definire l\u2019etica della professione come quella parte dell\u2019etica applicata che \u00abha per oggetto l\u2019esperienza lavorativa e professionale dell\u2019uomo\u00bb, e precisamente che \u00abtratta dei principi, delle finalit\u00e0, delle virt\u00f9, delle norme che a vario titolo concernono tale esperienza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In senso ampio, per professione si pu\u00f2 intendere una generica attivit\u00e0 lavorativa con la quale l\u2019uomo offre una prestazione, dunque anche quelle pi\u00f9 umili sono professioni. In un senso pi\u00f9 ristretto, invece, per professione si fa riferimento a una attivit\u00e0 lavorativa \u00abaltamente qualificata, esercitata da soggetti che hanno acquisito una competenza specialistica attraverso un lungo iter formativo e un tirocinio\u00bb,&nbsp;di particolare rilevanza sociale. Sono cos\u00ec intese le \u00ablibere professioni\u00bb, come quella dell\u2019avvocato, del notaio, del medico, delle professioni sanitarie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Si pu\u00f2 dare un\u2019etica professionale sia nel primo significato, sia nel secondo significato del termine. \u00c8 per\u00f2 chiaro che la professione del Tecnico della Prevenzione nell\u2019Ambiente e nei luoghi di Lavoro(TPALL), tocca il secondo e pi\u00f9 specifico senso. Infatti, per iniziare a esercitarla \u00e8 richiesto uno specifico corso di laurea all\u2019interno della Facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Un manager alcuni anni fa divenne il responsabile dell\u2019area informatica di una delle pi\u00f9 grandi aziende italiane. Il giorno in cui incontr\u00f2 per la prima volta i cinquanta dirigenti che avrebbe avuto sotto di s\u00e9, fece loro un discorso che \u00e8 una sintesi assai efficace di quella branca della filosofia morale che \u00e8 l\u2019etica della professione. Intendeva chiarire quali fossero le attese che egli aveva nei confronti dei dirigenti che aveva di fronte e di coloro che da cui quelli dipendevano, circa tremila persone. A tale scopo, riassunse le sue richieste in cinque punti. Egli chiedeva ai suoi dirigenti: (1) responsabilit\u00e0 personale, (2) disponibilit\u00e0 a condividere gli obiettivi dell\u2019azienda, (3) trasparenza nei rapporti, (4) capacit\u00e0 di lavorare in squadra, (5) competenza professionale. Si tratta di concetti abbastanza diffusi nell\u2019ambito dell\u2019organizzazione aziendale, ma che possono essere utilizzati anche per presentare gli ambiti principali dell\u2019etica della professione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Porre la&nbsp;responsabilit\u00e0 personale&nbsp;al primo posto significa che essa ha un ruolo fondamentale rispetto a tutta l\u2019etica della professione. Si pu\u00f2 dire che una buona prospettiva per inquadrare tale etica \u00e8 proprio quella di vederla come etica della responsabilit\u00e0, sia a causa del valore sociale che ogni professione comporta, sia perch\u00e9 il buon professionista \u00e8 colui che si assume le responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che fa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La disponibilit\u00e0 a condividere gli obiettivi dell\u2019azienda pu\u00f2 essere intesa pi\u00f9 in generale come il riferimento a ogni ambito nel quale il proprio agire professionale riguarda&nbsp;la collettivit\u00e0. Riguarda, dunque, il rispetto delle norme e delle consuetudini dell\u2019azienda o dell\u2019istituzione in cui si \u00e8 stati assunti, ma anche tutto ci\u00f2 che in un\u2019ottica pi\u00f9 ampia riguarda il&nbsp;bene comune&nbsp;e la giustizia: l\u2019adesione alla legislazione inerente la professione, la distribuzione delle risorse connesse alla propria professione, l\u2019attenzione all\u2019ambiente. Per il Tpall tutto ci\u00f2 assume una rilevanza particolare dovuta al ruolo sociale peculiare della sua professione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Indicare la trasparenza nei rapporti come requisito dell\u2019etica della professione \u00e8 un modo efficace di esprimere l\u2019importanza cruciale, in ogni attivit\u00e0 lavorativa, della&nbsp;correttezza nei rapporti interpersonali. Questo terzo aspetto dell\u2019etica della professione riguarda tutti i tipi di relazione, dunque per il Tpall comprende le relazioni con le Aziende, con altri Enti e la Magistratura, con i colleghi, con il Dirigente e i superiori in generale, con gli altri professionisti della sanit\u00e0, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La&nbsp;capacit\u00e0 di lavorare in squadra, al centro di molti degli studi di gestione aziendale e oggi di gran moda, ha anche una rilevanza morale. Se, infatti, il lavoro in gruppo \u00e8 condizione dell\u2019efficacia dell\u2019attivit\u00e0 di quasi tutte le professioni, in quella dei TTpall emerge con la massima evidenza , assume un valore che non \u00e8 solo strettamente tecnico, ma \u00e8 anche etico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ultimo aspetto dell\u2019etica della professione \u00e8 la&nbsp;competenza professionale.&nbsp;Pur essendo una condizione necessaria, ineludibile, per il buon professionista, \u00e8 collocato all\u2019ultimo posto per mettere in guardia dal rischio di considerare la conoscenza della teoria come una condizione sufficiente per essere un buon professionista. L\u2019etica della professione copre un ambito molto pi\u00f9 ampio della semplice competenza professionale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>L\u2019etica della professione come etica della responsabilit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Si \u00e8 scelto di presentare l\u2019etica della professione alla luce del concetto di responsabilit\u00e0 perch\u00e9 esso evoca immediatamente la dimensione etica delle attivit\u00e0 professionali. Spesso affermare che qualcuno non ha alcun principio di etica professionale non significa altro che dire che lavora in modo irresponsabile. Pensiamo all\u2019avvocato senza scrupoli che attizza le contese per mantenersi i clienti; al manager che \u00e8 disposto a danneggiare gli avversari con ogni mezzo per fare carriera, all\u2019impiegato che non si assume la responsabilit\u00e0di ci\u00f2 che fa e scarica sugli altri gli effetti della propria negligenza, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Max Weber: etica della convinzione ed etica della responsabilit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Uno dei dibattiti pi\u00f9 accesi tra i filosofi morali ha le sue radici nella distinzione tra etica della&nbsp;convinzione&nbsp;(o dell\u2019intenzione) ed etica della&nbsp;responsabilit\u00e0, cos\u00ec come fu enunciata dal sociologo, economista e filosofo tedesco Max Weber (Erfurt, 1865 -Monaco, 1921) in una conferenza del 1919. Secondo Weber queste espressioni indicano due atteggiamenti radicalmente diversi rispetto alla sfera morale che conducono a un modo di relazionarsi al mondo e alla politica del tutto divergente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019etica della convinzione&nbsp;corrisponde all\u2019atteggiamento di colui che valuta le azioni in base al loro significato intrinseco, dunque al loro valore in s\u00e9. Nella sua forma pi\u00f9 estrema, considera ogni azione come un assoluto, a prescindere dal suo impatto nel mondo e dal suo successo: tale posizione conduce al rifiuto di considerare le circostanze e le conseguenze dell\u2019azione, cos\u00ec come la relazione tra mezzi e fini. Poich\u00e9 chi agisce in questa prospettiva si propone di rispettare un dovere e non di produrre uno scopo, tale posizione rischia di essere un\u2019etica della testimonianza, un\u2019etica, cio\u00e8, che non ha alcun interesse a cambiare il mondo, ma ha come unica preoccupazione quella di garantire la coerenza dell\u2019azione con i principi. Weber ritrova questa impostazione in molte etiche di origine religiosa, cos\u00ec come nelle interpretazioni radicali del pacifismo e del socialismo rivoluzionario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019etica della responsabilit\u00e0, invece, secondo Weber corrisponde all\u2019atteggiamento di colui che vuole trasformare il mondo, e di conseguenza nel suo agire \u00e8 preoccupato dell\u2019impatto che ci\u00f2 che fa avr\u00e0: il senso di responsabilit\u00e0 spinge a prendere in considerazione la totalit\u00e0 delle prevedibili conseguenze e a scegliere in funzione delle migliori. Chi opera in questa prospettiva ritiene che il valore di un\u2019azione vada cercato fondamentalmente non nell\u2019azione in s\u00e9, ma nei suoi risultati. Problema cruciale di questo atteggiamento \u00e8 per\u00f2 quello di stabilire fino a che punto un mezzo si giustifica solo in funzione dello scopo che deve raggiungere, soprattutto quando il mezzo \u00e8 un\u2019azione riprovevole. Weber cita come esempi dell\u2019etica della responsabilit\u00e0 il tipo del&nbsp;politico realista,&nbsp;che adatta le proprie scelte al contesto in cui opera, e il personaggio del Grande Inquisitore del romanzo di Dostoevskij, i&nbsp;Fratelli Karamazov,&nbsp;che di fronte alla scelta tra la fedelt\u00e0 a un ideale e la rinuncia a esso per evitare le conseguenze negative che la coerenza avrebbe prodotto, sceglie la seconda possibilit\u00e0 e tradisce l\u2019ideale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Weber pensava che, in un\u2019ottica ideale, le due prospettive dell\u2019etica della convinzione e dell\u2019etica della responsabilit\u00e0 dovessero combinarsi, ma nella realt\u00e0 tale conciliazione fosse quasi impossibile. Secondo Weber, infatti, l\u2019etica dell\u2019intenzione necessita di un fondamento ultraterreno, di un Dio che garantisca l\u2019ordine di giustizia e il premio dopo la morte. Ma se il mondo dimentica Dio, gli resta solo l\u2019etica della responsabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;Il dibattito pi\u00f9 recente ha seguito la direzione della contrapposizione radicale tra queste due prospettive. L\u2019etica della convinzione \u00e8 stata ricondotta all\u2019etica del dovere, mentre quella della responsabilit\u00e0 \u00e8 stata letta in prospettiva utilitaristica. Il filosofo tedesco Spaemann ha per\u00f2 obiettato che porre la questione in questo modo dicotomico \u00e8 del tutto astratto: nessuna etica prescinde del tutto dalle conseguenze di un\u2019azione, perch\u00e9 per sua natura ogni azione ha degli effetti, e non \u00e8 possibile neppure definire l\u2019oggetto dell\u2019azione senza tenerne conto. D\u2019altra parte, per valutare le azioni \u00e8 anche necessario avere dei principi, almeno alcuni dei quali devono essere&nbsp;assoluti,&nbsp;punti fermi validi in ogni circostanza,&nbsp;inderogabili&nbsp;e&nbsp;indisponibili. La struttura delle azioni umane, insomma, richiede che la valutazione morale sia una combinazione dei requisiti dell\u2019etica della responsabilit\u00e0 con quelli dell\u2019etica della convinzione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>I cinque aspetti della responsabilit\u00e0 morale<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Se riflettiamo sul concetto di responsabilit\u00e0, possiamo vedere che esso \u00e8 assai pi\u00f9 complesso della descrizione data da Weber, che sembra identificare la responsabilit\u00e0 con il calcolo delle conseguenze. L\u2019uso del termine implica, infatti, il riferimento a diversi elementi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;Pu\u00f2 essere utile ricorrere a un esempio, tratto dal film&nbsp;Scuola d\u2019onore, del 1992. Il film narra di un gruppo di studenti di un prestigioso college americano, alle soglie del passaggio all\u2019universit\u00e0. Gli studenti devono affrontare gli esami finali, dai quali dipende il loro futuro. Quello di storia incide per il trenta per cento sul risultato complessivo. Secondo il regolamento del college, prima di iniziare lo scritto, gli studenti devono firmare un documento con il quale si impegnano, sul loro onore, a non copiare, ma anche a denunciare i compagni che lo fanno, pena l\u2019espulsione dal college. Inizia l\u2019esame e il professore esce dall\u2019aula. Uno degli studenti, il rampollo viziato di una ricca e influente famiglia, di nome Dillon, tiene nascosto in mano un pezzo di carta con alcuni appunti e lo consulta per rispondere alle domande. Due compagni lo vedono. Al termine dell\u2019esame, nel lasciare l\u2019aula, Dillon perde il foglietto. Il professore lo trova, ma non pu\u00f2 risalire al suo autore perch\u00e9 \u00e8 scritto in stampatello. Allora convoca tutta la classe e comunica di avere la prova che uno di loro ha copiato. Poich\u00e9 tutti hanno sottoscritto l\u2019impegno d\u2019onore, aggiunge il docente, o il responsabile si autodenuncia, o tutta la classe verr\u00e0 bocciata. Greene, uno dei due testimoni, va a parlare con Dillon chiedendogli di non far pagare a tutti la sua azione, ma questi si rifiuta, anzi, non appena si trova con i compagni, accusa lo stesso Greene di essere il colpevole. Il regolamento della scuola lascia agli studenti la facolt\u00e0 di scegliere se lasciare la decisione al collegio dei docenti, o se invece giudicare tra loro la questione, e comunicare il verdetto al preside. Greene e Dillon accettano di farsi giudicare dai compagni, impegnandosi a sottoscrivere il loro verdetto. Nella votazione \u00e8 indicato come colpevole Greene. Fedele alla parola data ai compagni, questi va ad autodenunciarsi, accettando cos\u00ec di assumersi la responsabilit\u00e0 di qualcosa che non ha commesso. Tralasciamo il finale del film per non togliere il piacere di vederlo al lettore che fosse interessato. Quanto abbiamo raccontato, infatti, \u00e8 sufficiente per il nostro scopo. Pur trattandosi di una storia di fantasia, essa mette in luce assai bene i cinque aspetti essenziali della responsabilit\u00e0 morale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;<strong>In primo luogo<\/strong>, la responsabilit\u00e0 indica il riferimento a un&nbsp;soggetto libero&nbsp;che \u00e8 la&nbsp;causa di un\u2019azione. In questo senso, la responsabilit\u00e0 deriva direttamente dalla libert\u00e0, dall\u2019autonomia intesa come capacit\u00e0 di autodeterminazione, coincide con l\u2019\u00bbimputabilit\u00e0\u00bb dell\u2019azione e dunque si stabilisce in base alla valutazione dell\u2019intenzione; il primo compito che gli studenti dell\u2019esempio devono assolvere per salvarsi dalla bocciatura \u00e8 individuare chi ha copiato. La responsabilit\u00e0 significa in primo luogo&nbsp;assegnare un\u2019azione al suo autore,&nbsp;come in un titolo di giornale che dicesse: \u00abmuore neonato durante un cesareo, si cerca di stabilire la responsabilit\u00e0 del chirurgo e dell\u2019anestesista\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>In secondo luogo<\/em><\/strong><em>, la responsabilit\u00e0 indica il riferimento a degli&nbsp;effetti moralmente rilevanti di un\u2019azione, che come tali meritano un premio o una punizione, come il risarcimento di un danno, o una promozione. La responsabilit\u00e0 in questo senso si stabilisce in base alla valutazione delle conseguenze dell\u2019azione: nell\u2019esempio del film, chi ha copiato si \u00e8 macchiato di slealt\u00e0 e mancanza alla parola data, dunque deve pagare con l\u2019espulsione dalla scuola, altrimenti dovranno pagare anche i compagni con la bocciatura all\u2019esame, per salvare l\u2019onore della scuola. Oppure se, nell\u2019esempio dell\u2019articolo di giornale, si affermasse che \u00abil chirurgo \u00e8 stato ritenuto responsabile dei danni derivati dall\u2019intervento da lui compiuto\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>In terzo luogo<\/em><\/strong><em>, la responsabilit\u00e0 pu\u00f2 indicare il riferimento a degli&nbsp;impegni presi. Per esempio, se prometto qualcosa a qualcuno, ci\u00f2 significa che da ora in poi sono responsabile di adempiere ci\u00f2 che ho promesso, o se mi offro di accompagnare degli amici con la mia auto, divento responsabile della loro incolumit\u00e0. La responsabilit\u00e0 in questo senso si stabilisce in base alla valutazione della presenza di obblighi formali: nell\u2019esempio del film, questo aspetto della responsabilit\u00e0 emerge sia negli effetti della sottoscrizione dell\u2019impegno d\u2019onore da parte degli studenti, sia nella promessa fatta da Greene e da Dillon di accettare il giudizio dei compagni, qualunque esso sia; in ambito medico, si afferma che \u00abil medico \u00e8 stato accusato di omissione di soccorso\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>In quarto luogo<\/em><\/strong><em>, la responsabilit\u00e0 include il riferimento a&nbsp;qualcuno rispetto al quale devo rendere conto&nbsp;di ci\u00f2 che ho fatto. La responsabilit\u00e0 implica dunque un elemento di risposta che si deve dare a qualcuno, un aspetto&nbsp;intersoggettivo: nell\u2019esempio del film, i ragazzi devono rispondere al professore e alla scuola di aver copiato o coperto il colpevole, ma anche il colpevole \u00e8 chiamato a rispondere ai compagni delle sue azioni, cosa che Dillon rifiuta di fare. In ambito professionale, questo senso di responsabilit\u00e0 emerge se si afferma che \u00abil Direttore ha convocato il personale&nbsp; della Unit\u00e0 Operativa&nbsp; per chiedere conto della loro mancanza di puntualit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>In quinto luogo<\/em><\/strong><em>, la responsabilit\u00e0 fa riferimento alla consapevolezza e insieme alla presa di posizione&nbsp;soggettiva&nbsp;rispetto alle proprie responsabilit\u00e0. A ci\u00f2 si riferisce l\u2019espressione \u00abassumersi la responsabilit\u00e0\u00bb, come emerge chiaramente nel momento in cui Greene accetta di autodenunciarsi (e si assume la responsabilit\u00e0 di qualcosa che non ha fatto per non mancare alla promessa fatta), oppure se affermiamo che \u00abil medico ha riconosciuto di aver sbagliato la diagnosi e si \u00e8 scusato col paziente\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I cinque elementi appena elencati si presentano in ogni forma di responsabilit\u00e0 morale, ma anche alla responsabilit\u00e0 giuridica, e rivelano che nella responsabilit\u00e0 entrano aspetti&nbsp;oggettivi, indicati nei primi tre punti dell\u2019elenco, aspetti&nbsp;intersoggettivi, indicati dal quarto, e aspetti&nbsp;soggettivi, presenti nel quinto punto dell\u2019elenco. Se lasciamo da parte la questione della responsabilit\u00e0 giuridica e ci limitiamo alla sfera pi\u00f9 specificamente morale, l\u2019analisi degli elementi che convergono nella nozione di responsabilit\u00e0 serve anche a comprendere il legame tra l\u2019azione e il suo peso morale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le azioni moralmente rilevanti si presentano all\u2019esperienza come degne di lode e biasimo, meritevoli di premio o di punizione: ci\u00f2 significa che il loro impatto nel mondo non \u00e8 irrilevante. Il fatto che le azioni abbiano un \u00abpeso\u00bb morale \u00e8 un\u2019obiezione importante a coloro che negano di poter dare contenuto sostanziale al bene, e limitano la morale a un\u2019etica pubblica frutto di convenzione e a un\u2019etica privata abbandonata alle preferenze soggettive dei singoli. Questa posizione impone di considerare i propri valori pi\u00f9 profondi come decisioni neutrali che riguardano procedure prive di contenuto valoriale. Ma ci\u00f2 non \u00e8 vero n\u00e9 dal punto di vista soggettivo, perch\u00e9 i valori che sono criterio delle nostre scelte per noi non hanno una valenza neutrale, n\u00e9 dal punto di vista oggettivo, perch\u00e9 le scelte in ambiti moralmente rilevanti, come in ambito professionale o educativo, hanno un impatto assai grave sulla cultura, la mentalit\u00e0, le norme giuridiche della societ\u00e0. Il fatto che le nostre azioni abbiano un peso morale si esprime proprio con il concetto di responsabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Responsabilit\u00e0 individuale e responsabilit\u00e0 collettiva<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Una questione assai importante per l\u2019etica della professione \u00e8 se si possa parlare e in che misura, di responsabilit\u00e0 collettiva. \u00c8 chiaro che se una banda di teppisti distrugge un locale, la responsabilit\u00e0 riguarda un gruppo di persone, ma anche dal punto di vista giuridico i teppisti dovranno rispondere di ci\u00f2 che hanno fatto individualmente. In questo esempio la responsabilit\u00e0 collettiva \u00e8 semplicemente la somma delle responsabilit\u00e0 individuali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;Si consideri per\u00f2 il caso in cui una comunit\u00e0 o un popolo abbiano compiuto atti di ingiustizia in passato, per esempio abbiano decimato una minoranza etnica, confiscando i loro beni, e dopo decenni dalla morte degli effettivi responsabili, ancora nessuno abbia risarcito le vittime. Pur essendo scomparsi gli autori delle ingiustizie, non si pu\u00f2 affermare che nessuno sia pi\u00f9 responsabile di riparare ai danni. Dal punto di vista morale, in casi come questo i membri della comunit\u00e0 alla quale i responsabili appartenevano sono chiamati ad assumersi la responsabilit\u00e0&nbsp;oggettiva&nbsp;di ci\u00f2 che hanno compiuto coloro che li hanno preceduti, anche se non sono&nbsp;soggettivamente&nbsp;responsabili delle ingiustizie. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere applicato anche alle comunit\u00e0 scientifiche, per esempio riguardo al dovere di riparare ai danni fatti da chi ci ha preceduto, anche se non si \u00e8 gli autori di tali danni, oppure alle strutture, come un ospedale, in cui le prestazioni professionali sono offerte dalla cooperazione di molte persone. Qui la responsabilit\u00e0 assume di frequente l\u2019azione della&nbsp;corresponsabilit\u00e0. \u00c8 importante imparare a cogliere anche questa dimensione della propria responsabilit\u00e0 professionale che, ancora una volta, \u00e8 morale ancora prima che legale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conclusione che si pu\u00f2 dare riguarda quindi una consapevole possibilit\u00e0 di mobilitare la coscienza della \u201csingola\u201d persona, nella speranza che ciascun singolo individuo, e a maggior ragione un leader a livello nazionale, possa influenzare la coscienza individuale e collettiva per dare un concreto contributo al possibile obiettivo circa un continuo controllo, una continua mobilitazione e protesta da parte di tutti gli \u201c<strong>addetti ai lavoro<\/strong>\u201d per una drastica riduzione degli \u201cinfortuni mortali\u201d, non trascurando un possibile obiettivo riguardante un auspicabile loro abbattimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019etica della professione? 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