{"id":956,"date":"2021-09-01T13:43:11","date_gmt":"2021-09-01T11:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/untesil.org\/?p=956"},"modified":"2021-09-01T13:46:27","modified_gmt":"2021-09-01T11:46:27","slug":"infortuni-mortaliuna-continua-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/2021\/09\/01\/infortuni-mortaliuna-continua-sconfitta\/","title":{"rendered":"<strong>Infortuni mortali<\/strong><strong><\/strong><strong>\u201cUNA CONTINUA SCONFITTA\u201d<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una continua sconfitta<\/strong>..della&nbsp;\u201ccultura della prevenzione\u201d&nbsp;a livello nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una continua sconfitta<\/strong>..della Politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una continua sconfitta<\/strong>.. del Ministero del Lavoro e degli altri Ministeri competenti in materia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una continua sconfitta<\/strong>..dei Datori di Lavoro, dei Dirigenti e dei Preposti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una continua sconfitta<\/strong>..degli specialisti di funzione come i Responsabili e gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione ed i Medici Competenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una continua sconfitta<\/strong>..dei Sindacati e dei Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una continua sconfitta<\/strong>..di noi tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si continua a chiamarle morti bianche, parole inadatte a descrivere quello che accade a chi perde la vita mentre sta lavorando. Si continua a chiamarle bianche perch\u00e9, come accade per le morti improvvise dei neonati, si fatica a individuare una responsabilit\u00e0 precisa che riesca a spiegarle<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCinque morti sul lavoro in 24 ore, 185 in tre mesi: almeno due al giorno. La rabbia \u00e8 tanta. E monta ancora pi\u00f9 dando un\u2019occhiata alle carte d\u2019identit\u00e0 di alcuni di loro, Luana, stritolata a Prato da un macchinario tessile, aveva solo 22 anni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un periodico e frequente grido di allarme di un ennesimo&nbsp;<em>\u201cinfortunio mortale\u201d<\/em>&nbsp;occorso ad un Lavoratore, che passa attraverso l\u2019esaltazione del dolore da parte di Mass Media, della Politica, dei Ministeri competenti e dei Sindacati. Sempre lo stesso comunicato, le stesse dichiarazioni sui giornali e in televisione, in un ordinario rito di stupore di quanto accaduto, di presa di posizione, di indignazione, di proposte e di assicurazioni degli interventi. Indignazione come quella della \u201c<strong><em>Commissione Parlamentare<\/em><\/strong><em>&nbsp;di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, con particolare riguardo al sistema della tutela della salute e delle sicurezza nei luoghi di lavoro<\/em>\u201d che, tramite il complesso delle audizioni e degli atti istruttori compiuti, aveva dimostrato come&nbsp;<em>\u201c<strong>la superficialit\u00e0 dei controlli, l\u2019incuria e la trascuratezza della pubblica amministrazione insieme a lungaggini burocratiche e confusioni su competenze amministrative\u201d<\/strong><\/em>, protrattesi per decenni, avevano aggravato gli effetti delle condizioni generali&nbsp;<em>\u201cin spregio a qualsiasi tutela dell\u2019ambiente e della salute dei lavoratori ed il persistente gravissimo pericolo per la salute della popolazione che non pu\u00f2 consentire dilazione alcuna da parte delle autorit\u00e0 competenti\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Indignazione momentanea fino al nuovo&nbsp;<em>\u201cinfortunio mortale\u201d<\/em>&nbsp;con gli stessi messaggi brevi, circostanziati, veloci, descritti nei minimi particolari, ma essenziali, possibilmente cruenti, per fare \u201cnotizia\u201d, per arrivare primi sulla notizia stessa. Il giorno dopo raramente segue una breve notizia sull\u2019\u201d<em>infortunio mortale\u201d<\/em>&nbsp;occorso. Si riprende invece sempre la stessa notizia dopo alcuni giorni se non il giorno dopo o solo quando accade un altro&nbsp;<em>\u201cinfortunio mortale\u201d<\/em>&nbsp;magari pi\u00f9 cruento e che va descritto possibilmente con altri dettagli pi\u00f9 macabri ma con particolari modalit\u00e0 di accadimento, altrimenti si rischia che non interessi i lettori o gli ascoltatori. Il Tutto in un continuo seguire di&nbsp;<em>\u201cinfortuni mortali\u201d<\/em>&nbsp;ed in un continuo addivenire in una sorta di cerchio dantesco della morte, come quella dei&nbsp;<em>traditori<\/em>, rappresentati egregiamente dalla Politica, dalle Istituzioni dello Stato e di tutti i cosiddetti \u201caddetti ai lavori\u201d. Vengono chiamati anche&nbsp;<strong>\u201cCrimini sul lavoro\u201d,<\/strong>&nbsp;gestiti con freddezza dalla consapevolezza di quanto accade ogni giorno (<em>3 \u201cinfortuni mortali\u201d ogni giorno per una media di 1.000 \u201cinfortuni mortali\u201d anno)<\/em>&nbsp;che hanno consentito alla&nbsp;<strong>dirigenza<\/strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>Pubblica Amministrazione<\/strong>&nbsp;una assuefazione ed una forma continua di indifferenza, quasi ostentando in modo subdolo in disprezzo di tutti quei valori morali, religiosi, etici e sociali, per nascosti comportamenti chiaramente omicidi verso la \u201cpersona\u201d, donna o uomo che possa essere.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>dove avviene l\u2019infortunio<\/strong>: \u201cnel 38% dei casi si tratta di un sito industriale, nel 25% di un cantiere di costruzione e nel 22% di un luogo agricolo o forestale. All\u2019interno di siti industriali, ben il 34% ha riguardato ambienti dedicati principalmente al magazzinaggio,&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.puntosicuro.it\/sicurezza-sul-lavoro-C-1\/rubriche-C-98\/imparare-dagli-errori-C-99\/imparare-dagli-errori-errori-procedurali-nel-carico-scarico-merci-AR-9603\/\">carico e scarico delle merci<\/a>. Spostando l\u2019attenzione sulle aziende di appartenenza, risulta che i settori produttivi pi\u00f9 coinvolti, per effetto anche dell\u2019alto numero di addetti, sono le costruzioni con il 33%, l\u2019agricoltura con il 23%, l\u2019industria dei metalli (9%) e i trasporti (8%)\u201d;<\/li><li><strong>come avviene l\u2019infortunio<\/strong>: le&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.puntosicuro.it\/sicurezza-sul-lavoro-C-1\/rubriche-C-98\/imparare-dagli-errori-C-99\/imparare-dagli-errori-cadute-nei-lavori-in-quota-dpi-AR-9235\/\">cadute dall\u2019alto di lavoratori<\/a>&nbsp;e quelle di massi sui lavoratori \u201c<strong>descrivono oltre la met\u00e0 degli eventi mortali<\/strong>\u201d. Un dato che \u201csi presenta costantemente anche nelle analisi degli anni precedenti\u201d. Inoltre \u201canalizzando le singole modalit\u00e0 di accadimento secondo il comparto dove sono avvenute, emerge che il 55% delle cadute dall\u2019alto dell\u2019infortunato \u00e8 avvenuto in edilizia, il 9% in agricoltura e il 5% nei trasporti. Le cadute dall\u2019alto di gravi su lavoratori sono invece distribuite in maniera pi\u00f9 eterogenea nei diversi settori di attivit\u00e0: al primo posto si registra l\u2019industria dei metalli (21%) seguita dall\u2019edilizia (17%) e dalle industrie della plastica e dei minerali e agricoltura, entrambe con una quota pari al 10% del complessivo. La terza modalit\u00e0 pi\u00f9 frequente di incidente mortale presente in archivio, ovvero la perdita di controllo di veicoli\/mezzi di trasporto (con deviazione dal percorso idoneo o ribaltamento), accade essenzialmente nel settore dell\u2019agricoltura e della silvicoltura (74%)\u201d. Se analizziamo l\u2019\u201d<strong>agente materiale dell\u2019incidente\u201d<\/strong>&nbsp;rilevato nella dinamica infortunistica, si pu\u00f2 dire che per le cadute dall\u2019alto degli infortunati \u201cla categoria pi\u00f9 numerosa \u00e8 rappresentata dai tetti (31%), seguiti dalle attrezzature per il lavoro in quota (20%) e da altre parti in quota di edifici (12%). Nei casi di cadute dall\u2019alto di gravi sui lavoratori, queste sono avvenute principalmente da muri e pareti di scavo per crolli o franamenti (21%) e da&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.puntosicuro.it\/sicurezza-sul-lavoro-C-1\/rubriche-C-98\/imparare-dagli-errori-C-99\/imparare-dagli-errori-i-rischi-dei-lavori-sulle-coperture-AR-12711\/\">tetti o coperture<\/a>&nbsp;(21%). Non trascurabile la quota del 17% di cadute di oggetti da aree predisposte per lo stoccaggio di materiali. Negli infortuni riconducibili a perdite di controllo di veicoli\/mezzi di trasporto (fuoriuscita percorso o ribaltamento), le&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.puntosicuro.it\/sicurezza-sul-lavoro-C-1\/rubriche-C-98\/imparare-dagli-errori-C-99\/imparare-dagli-errori-prevenire-i-rischi-di-trattori-motoagricole-AR-12498\/\">macchine agricole<\/a>&nbsp;(trattori) sono i mezzi coinvolti in prevalenza (79%) (in questo caso, l\u2019agente materiale \u00e8 definito come ci\u00f2 di cui si perde il controllo)\u201d;<\/li><li><strong>perch\u00e9 avviene l\u2019infortunio<\/strong>: i 305 casi del 2012 evidenziano \u201c448 fattori di rischio considerati determinanti dell\u2019incidente, mediamente 1,5 per infortunio mortale, e 102 fattori indicati come modulatori\u201d (che non influiscono sull\u2019accadimento dell\u2019incidente ma sulla gravit\u00e0 dei traumi subiti dai lavoratori). Tra i sei fattori di rischio che identificano i determinanti, \u201cnel 46% dei casi si tratta di&nbsp;<strong>\u201cattivit\u00e0 dell\u2019infortunato\u201d<\/strong>&nbsp;(modalit\u00e0 operative non idonee), seguite da problemi riguardanti l\u2019<strong>Ambiente di lavoro<\/strong>&nbsp;(22%) e gli&nbsp;<strong>Utensili, macchine, impianti<\/strong>&nbsp;(18%). Quando \u00e8 stato riscontrato come fattore di rischio l\u2019<strong>Attivit\u00e0 dell\u2019infortunato<\/strong>, nell\u201983% dei casi \u00e8 stato rilevato come problema di sicurezza un&nbsp;<strong>errore di procedura<\/strong>, nel 14% un uso improprio o errato di attrezzatura. Le cause di questi problemi di sicurezza son state individuate principalmente (51%) in azioni estemporanee, in pratiche abituali nell\u2019azienda (22%) o in carenza di formazione, informazione o addestramento (17%). Le azioni estemporanee in due infortuni su tre sono associate a problemi riscontrati su Utensili, macchine, impianti o in Ambienti di lavoro e spesso appaiono come un tentativo \u2018istintivo\u2019 del lavoratore di farvi fronte\u201d. Se poi nella dinamica infortunistica sono coinvolti \u201cutensili macchine, impianti\u201d, l\u2019analisi degli incidenti \u201crileva una quota molto elevata (76%) di determinanti caratterizzati da un problema di \u2018assetto\u2019, ovvero l\u2019indagine ha evidenziato delle criticit\u00e0 preesistenti al verificarsi dell\u2019evento\u201d che, quindi, <strong>potevano essere individuate gi\u00e0 in fase di valutazione dei rischi.<\/strong> In particolare, \u201cil pi\u00f9 frequente problema di sicurezza legato all\u2019assetto delle macchine riguarda le protezioni, nel 48% dei casi assenti,&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.puntosicuro.it\/sicurezza-sul-lavoro-C-1\/tipologie-di-rischio-C-5\/attrezzature-macchine-C-45\/macchine-usi-scorretti-manipolazione-dei-sistemi-di-sicurezza-AR-13599\/\">manomesse o inadeguate<\/a>\u201d.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>i problemi di sicurezza pi\u00f9 frequenti sono:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\u201cnel 45% dei casi l\u2019assenza di apprestamenti di sicurezza, percorsi attrezzati, segregazione di zone pericolose o illuminazione adeguata;<\/li><li>nel 31% degli eventi il cedimento o smottamento di strutture, muri, pareti di scavo. Rispetto agli anni precedenti, questa percentuale \u00e8 sostanzialmente pi\u00f9 elevata. Una parte di questo aumento \u00e8 riconducibile anche agli eventi sismici succedutisi nel tempo che hanno interessato alcune aree del nostro paese nel corso di attivit\u00e0 lavorative;<\/li><li>nel 17% dei casi la presenza di elementi pericolosi (elettricit\u00e0, materiali sul percorso, spazi ristretti, liquidi su pavimento, gas, vapori)\u201d.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dati precisi,<\/strong>&nbsp;circostanziati e soprattutto reali, per\u00f2 completamenti ignorati dalla Politica e da tutti le Istituzioni dello Stato preposti al controllo, pi\u00f9 in particolare dal Ministero del Lavoro e il relativamente nuovo&nbsp;<strong>Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL<\/strong>) istituito nel 2015, statuto emanato nel 2016, iniziato ad operare il 1\u00b0 Gennaio 2017, un \u201cflop\u201d tutto italiano fin dalla nascita perch\u00e9 si doveva muovere su due direttrici, entrambe rimaste lettera morta, riguardanti la semplificazione e la razionalizzazione delle attivit\u00e0 di vigilanza e dove la creazione dell\u2019INL era stato concepito come nuovo Ente preposto per una riscrittura anzitutto delle norme in materia ed una creazione di una rete di pi\u00f9 soggetti coinvolti sotto un\u2019unica regia, in linea con quanto accade nei Paesi europei pi\u00f9 avanzati, in cui non esiste l\u2019italiana frammentazione di competenze. Per non parlare del \u201craggruppamento\u201d di tutti Funzionari dei Servizi Ispettivi, i cosiddetti Ispettori ed in particolare gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria, in un unico Ente come l\u2019INL, perch\u00e9 distribuiti inutilmente e nel tempo in molti Enti di controllo dello Stato (Ministero del Lavoro, INPS INAIL ASL): sostanzialmente doppioni in materia di controlli, sostanzialmente inutili. Progetto per\u00f2 sapientemente avversato da parte di tutti i Sindacati per presunta incompatibilit\u00e0 di ruolo tra il vecchio ed il nuovo proposto e della sostanziale differenza di retribuzione tra Enti della&nbsp;<strong>Pubblica Amministrazione<\/strong>&nbsp;acquisita nel tempo a parit\u00e0 di lavoro, come nel caso degli Ispettori dell\u2019INAIL e dell\u2019INPS che confluiscono nell\u2019INL, ma conservano il rapporto di lavoro subordinato con i rispettivi enti di appartenenza, dai quali dipendono funzionalmente e per il trattamento economico-contrattuale.&nbsp;Un altro classico accordo tutto italiano fra Pubblica Amministrazione e Sindacati e il tutto ancora oggi sopito dall\u2019indifferenza, nonostante il continuo e giornaliero accadimento di&nbsp;<em>\u201cinfortuni mortali\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati per\u00f2 non indicano&nbsp;<strong><u>Chi&nbsp;<\/u><\/strong>produce storicamente questi&nbsp;<em>\u201cinfortuni mortali\u201d<\/em>&nbsp;e&nbsp;<strong><u>Perch\u00e9<\/u><\/strong>&nbsp;continuano ad accadere. Si parla per\u00f2 sempre ed impropriamente del&nbsp;<strong>comportamento imprudente<\/strong>&nbsp;<strong>\u201csolo\u201d<\/strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>Lavoratore<\/strong>, molto meno dei comportamenti imprudenti o l\u2019indifferenza dei&nbsp;<strong>Datori di Lavoro<\/strong>, dei&nbsp;<strong>Dirigenti&nbsp;<\/strong>e dei&nbsp;<strong>Preposti<\/strong>. Non si parla del ruolo che devono avere i&nbsp;<strong>Sindacati&nbsp;<\/strong>e pi\u00f9 in particolare i&nbsp;<strong>Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)<\/strong>&nbsp;rispetto al contemporaneo ruolo di sindacalista che non cessa formalmente di esistere come richiesto dalla normativa, come anche del controllo delle \u201cregolari\u201d modalit\u00e0 per la loro elezione e formazione. In alcuni contesti aziendali, anche di grossa portata, i Sindacati non nominano e\/o permettono l\u2019elezione degli RRLS perch\u00e9 non riescono a mettersi d\u2019accordo e\/o spesso fanno coincidere l\u2019RLS con il Sindacalista della struttura che si orienta verso ricatti contrattuali piuttosto che nella verifica della sicurezza e prevenzione e nell\u2019utilizzo al meglio della riunione periodica prevista dall\u2019art.35 del Dlgs 81\/08.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dati dello studio comunque precisi e circostanziati che dovrebbero consentire alla&nbsp;<strong>Pubblica Amministrazione<\/strong>&nbsp;preposta al controllo (in particolare il citato Ispettorato Nazionale del Lavoro e dei Dipartimenti di Prevenzione delle AASSLL) e ove queste avessero cultura professionale e competenze all\u2019altezza della situazione emergenziale tutta italiana, di predisporre \u201cprotocolli di controllo\u201d, specifici, al fine di indirizzare, al meglio delle esperienze dirette sul campo, le ispezioni dei posti di lavoro da parte degli&nbsp;<strong>Ispettori<\/strong>, per individuare chiaramente i responsabili a qualsiasi livello e grado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da&nbsp;<strong>\u201cinfortunio mortale\u201d,<\/strong>&nbsp;nel tempo, si \u00e8 passati a chiamare le persone decedute durante e per causa del&nbsp;lavoro&nbsp;svolto \u201c<strong>caduti del lavoro\u201d<\/strong>. Locuzione frequentemente usata anche per strade&nbsp;e piazze&nbsp;d\u2019Italia, per una sorta di lavaggio della propria coscienza e quella collettiva, per indicare in modo subdolo che la&nbsp;<strong>Pubblica Amministrazione<\/strong>&nbsp;si sta interessando dell\u2019argomento, per\u00f2 senza tanto intervenire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCaduti del lavoro\u201d non bastava perch\u00e9 il fenomeno infortunistico \u00e8 stato chiamato anche \u201c<strong>morti bianche\u201d<\/strong>, dove l\u2019uso dell\u2019aggettivo&nbsp;<strong>\u201cbianco\u201d<\/strong>&nbsp;allude tristemente all\u2019assenza di una mano direttamente responsabile dell\u2019infortunio per eludere le responsabilit\u00e0 del singolo facilmente individuabile nella scala gerarchica. Nel settore dell\u2019agricoltura, per distinguersi, si parla invece di&nbsp;\u201c<strong>morti verdi<\/strong>\u201dcome se fossero chiaramente differenti gli infortuni mortali agricoli da quelli dell\u2019industria. Non solo, ma in senso critico ed enfatico, \u00e8 stata utilizzata anche l\u2019espressione&nbsp;<strong>\u201comicidi del lavoro\u201d<\/strong>, per rimarcare le responsabilit\u00e0 (spesso mai accertate) dei sistemi di produzione delle economie industrializzate e la scarsa attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro del sistema industriale, in particolare nel siderurgico e nell\u2019agricolo. Naturalmente definizioni chiaramente pleonastiche per nascondere subdolamente le responsabilit\u00e0 individuali della&nbsp;<strong>Pubblica Amministrazione<\/strong>&nbsp;per renderle aprioristicamente ed intenzionalmente difficili da accertare secondo un semplice schema piramidale organizzativo previsto dal D.Lgs. 81\/2008 partendo semplicemente dal&nbsp;<strong>Lavoratore,&nbsp;<\/strong>al quale \u00e8 occorso un infortunio, una malattia professionale, un incidente, un infortunio mortale per risalire, con la dovuta certezza e seriet\u00e0 professionale alle eventuali responsabilit\u00e0 del&nbsp;<strong>Preposto<\/strong>, del&nbsp;<strong>Dirigente<\/strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>Datore di Lavoro<\/strong>&nbsp;questi comunque, per definizione normativa, titolare dell\u2019azienda e principale responsabile in materia di salute e sicurezza sul lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrerebbe per\u00f2 che Corsi di formazione&nbsp;<em>ad hoc<\/em>&nbsp;sull\u2019\u201c<strong>Etica della Responsabilit\u00e0 individuale<\/strong>\u201d possano consentire una riduzione del fenomeno infortunistico nel suo complesso per i meccanismi di maggiore consapevolezza \u201cindividuale\u201d che l\u2019etica pu\u00f2 dare ad una giusta priorit\u00e0 a queste severe tematiche direttamente alla singola \u201cpersona\u201d rispetto ad altre priorit\u00e0 dettate dalle necessit\u00e0 operative e produttive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe terminare con questa semplice proposta, &nbsp;formare eticamente ogni individuo, gi\u00e0 dalla scuola primaria fino alle Universit\u00e0, e che gli stessi individui possano essere &nbsp;testimoni nella vita civile e lavorativa, per ridurre, e magari annullare, i comportamenti sprovveduti di tutti gli attori interessati alla prevenzione e sicurezza nel mondo del lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una continua sconfitta..della&nbsp;\u201ccultura della prevenzione\u201d&nbsp;a livello nazionale. 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