{"id":473,"date":"2018-11-17T07:56:04","date_gmt":"2018-11-17T06:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/untesil.org\/?p=473"},"modified":"2018-11-20T09:04:29","modified_gmt":"2018-11-20T08:04:29","slug":"la-migrazione-nascosta-dei-lavoratori-spediti-in-italia-e-dallitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/2018\/11\/17\/la-migrazione-nascosta-dei-lavoratori-spediti-in-italia-e-dallitalia\/","title":{"rendered":"La migrazione nascosta dei lavoratori \u201cspediti\u201d in Italia e dall&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2015 l&#8217;Italia ha registrato 59.095 <strong>lavoratori distaccati<\/strong>, risultando la seconda destinazione di un gruppo di paesi con il pi\u00f9 alto numero di lavoratori distaccati, come Germania, Polonia, Romania e Spagna. Nello stesso anno, dall&#8217;Italia sono partiti circa 83 mila lavoratori in distacco. Per i \u201cposted workers\u201d, inadeguata formazione su sicurezza e salute sul lavoro.<\/p>\n<p>In Europa cresce il numero di persone inviate temporaneamente dalle loro imprese a <strong>lavorare in un altro stato comunitario<\/strong>: i dati parlano di 2,3 milioni di lavoratori in \u2018distacco\u2019 nel 2016, il 50% in pi\u00f9 rispetto al 2011. E l&#8217;Italia non \u00e8 affatto estranea al fenomeno. Una ricerca, realizzata da un team internazionale nell\u2019ambito del progetto europeo \u201cPoosh\u201d e presentata l&#8217;11 ottobre dall\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia, esamina il fenomeno in 9 paesi, tra cui l\u2019Italia, svelando come il distacco intracomunitario dei lavoratori copra spesso casi di vero e proprio dumping sociale.<\/p>\n<p><strong>Lavoratori distaccati in Itali<\/strong>a. Nel 2015 l&#8217;Italia ha registrato 59.095 lavoratori distaccati e risultava la seconda destinazione di un gruppo di paesi con il pi\u00f9 alto numero di lavoratori distaccati, come Germania, Polonia, Romania e Spagna. Nello stesso anno, dall&#8217;Italia sono partiti 83.277 lavoratori in distacco, diretti principalmente in Svizzera, Francia, Austria e i principali paesi di destinazione, Germania e Belgio. La normativa italiana sul distacco dei lavoratori applica un livello di protezione ampio e stabilisce che la remunerazione minima \u00e8 stabilita dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Il decreto legislativo n. 81\/2008, che disciplina le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, \u00e8 applicato sia ai lavoratori assunti con contratti nazionali che ai lavoratori distaccati. Ciononostante, i lavoratori distaccati in Italia, impiegati in settori pericolosi, di solito sperimentano condizioni di lavoro caratterizzate da numerose irregolarit\u00e0 relative alla remunerazione, al pagamento dei contributi e alle condizioni di lavoro, anche relativamente alla tutela della salute e sicurezza. A ci\u00f2 contribuiscono da un lato la diffusione del lavoro sommerso nei settori in cui i lavoratori distaccati sono spesso occupati, dall&#8217;altro la natura temporanea dei contratti dei lavoratori distaccati.<\/p>\n<p><strong>Formazione e informazione<\/strong>. C&#8217;\u00e8 poi una grave carenza di formazione e informazione: la maggior parte dei lavoratori distaccati in Italia non sono informati dei loro diritti, soprattutto in materia di sicurezza e salute sul lavoro, e vivono in una condizione di \u201cisolamento\u201d, dovuta sia alle barriere linguistiche che al controllo esercitato dai loro datori di lavoro. Sebbene le imprese abbiano l&#8217;obbligo di informare e formare i propri dipendenti prima del distacco, in molti casi adempiono quest&#8217;obbligo solo a livello formale. Le barriere linguistiche e culturali contribuiscono a rendere i lavoratori pi\u00f9 vulnerabili, in quanto i lavoratori distaccati hanno molte difficolt\u00e0 a comprendere appieno l&#8217;insieme di istruzioni e procedure da rispettare al fine di prevenire i rischi di infortuni e malattie. Anche per quanto riguarda le procedure di reclamo, la ricerca ha dimostrato che la mancanza di conoscenza della lingua italiana o di una lingua veicolare rende particolarmente difficile interagire con i lavoratori distaccati.<\/p>\n<p><strong>Quali tutele?<\/strong> Le tutele, almeno teoricamente, non mancano: in caso di infortuni sul lavoro, i lavoratori distaccati possono accedere alle cure mediche in Italia utilizzando la tessera europea di assicurazione malattia. Anche in caso di distacco \u201cirregolare\u201d, i lavoratori infortunati possono accedere ai trattamenti medici del pronto soccorso presso le unit\u00e0 sanitarie locali.<\/p>\n<p>Si tratta di un fenomeno rilevante ma poco conosciuto dal grande pubblico e talvolta anche da parti sociali, ispettori e consulenti del lavoro. Nella duplice dinamica di unificazione e segmentazione del mercato mondiale del lavoro, il \u2018posting of workers\u2019 si presenta come l\u2019esito della convergenza dei processi di precarizzazione del lavoro e di precarizzazione delle migrazioni. E\u2019 una sorta di migrazione nascosta, con la specificit\u00e0 che i &#8216;posted workers&#8217; sono poco radicati e inseriti, invisibili, scarsamente inquadrati nel sistema delle relazioni industriali, in una situazione di debolezza e ricattabilit\u00e0 nei confronti dei datori di lavoro; fruiscono poco dei servizi del territorio, sono poco collegati con i sindacati e le associazioni, non sempre vedono riconosciuti i propri diritti sociali: dalle retribuzioni agli orari di lavoro, dagli infortuni alla previdenza sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2015 l&#8217;Italia ha registrato 59.095 lavoratori distaccati, risultando la seconda destinazione di un gruppo di paesi con il pi\u00f9<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":25,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[41],"tags":[76,75,73,74,77],"class_list":["post-473","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sicurezza-sul-lavoro","tag-distaccati","tag-estero","tag-lavoratori","tag-migranti","tag-posted-workers"],"wppr_data":{"cwp_meta_box_check":"No"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/473","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=473"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/473\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":474,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/473\/revisions\/474"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}