{"id":1043,"date":"2025-03-25T18:14:04","date_gmt":"2025-03-25T17:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/untesil.org\/?p=1043"},"modified":"2025-03-25T18:19:31","modified_gmt":"2025-03-25T17:19:31","slug":"quando-parliamo-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/2025\/03\/25\/quando-parliamo-di-lavoro\/","title":{"rendered":"QUANDO PARLIAMO DI LAVORO\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando parliamo di lavoro, di efficienza alla produttivit\u00e0, dalla tutela della salute, alla sicurezza, dobbiamo necessariamente riferirci all\u2019approccio culturale, e a come \u00e8 percepito e vissuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>lavorare \u00e8 una punizione o una promozione ?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A seconda della risposta, si imboccheranno itinerari diversi, lungo i quali si incontreranno tutti gli ostacoli e le criticit\u00e0, che oggi il mondo del lavoro, e perch\u00e9 no, gli ambienti di vita tutti presentano, e che riguardano non solo la sicurezza e la tutela della salute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si riprende il concetto di salute descritto nell\u2019ART.2 comma 1 lettera o) del Dlgs 81\/08<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00absalute\u00bb: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un\u2019assenza di malattia o d\u2019infermit\u00e0;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambe le risposte possibili-<em>punizione o promozione<\/em>&#8211; hanno argomenti che possono sorreggerle giustificarle. La prima, che considera il lavoro una punizione ha riferimenti biblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Genesi, ci ricorda che dopo la creazione, Adamo ed Eva nel giardino dell&#8217;Eden non avevano bisogno di lavorare e disponevano di tutto ci\u00f2 che necessitavano. Dio, per\u00f2, mise al centro del giardino due alberi meravigliosi:&nbsp;<strong>quello della conoscenza del bene e del male e quello della vita<\/strong>&nbsp;e ne parl\u00f2 all&#8217;uomo, suscitando la sua curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;uomo, stimolato dalla curiosit\u00e0 o dalla voglia di conoscere i suoi limiti, ne assaggi\u00f2 i frutti, disobbedendo; prese coscienza di s\u00e9 e fu scacciato dal paradiso terrestre. Dovette perci\u00f2 procurarsi da mangiare e fu costretto a ricorrere all\u2019ingegno e alla fatica fisica. Senza dubbio, se ci si ferma a questa narrazione, ed alla sua interpretazione letterale, il lavoro \u00e8 una punizione e questa visione, in qualcuno \u00e8 ancora presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c&#8217;\u00e8 dubbio che alcuni lavori sono faticosi, altri sono logoranti, altri espongono a rischi e a delusioni. Ma non tutti i lavori hanno queste caratteristiche. Il lavoro pu\u00f2 essere anche momento di realizzazione e di gratificazione, di espressione di capacit\u00e0, di ingegno e di dedizione, di esaltazione delle le qualit\u00e0 migliori dell&#8217;uomo; le sole che gli permettono di&nbsp;<em>\u201cavvicinarsi al Creatore\u201d<\/em>, come quando crea capolavori immortali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dubbi sul lavoro-&nbsp;<em>punizione o promozione<\/em>-sono tuttora presenti tra noi e sono alla base di problemi di estrema attualit\u00e0, come la produttivit\u00e0 e, soprattutto la tutela della salute e della dignit\u00e0 morale, valori tutelati anche da norme cogenti, come l\u2019art. 2087 del Codice Civile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai fini della tutela della salute, sentire <strong>il lavoro come una punizione fa male<\/strong>, crea condizioni di disagio e di malattia. Non a caso, il D.lgs n. 81 del 2008, ha elevato lo stress da lavoro correlato allo stesso livello di rischio fisico, chimico e biologico. E la relativa valutazione, da inserire nel Documento di valutazione del rischio (Dvr), \u00e8 compito non delegabile del Datore di lavoro, mentre il medico competente \u00e8 chiamato a dare il suo contributo, insieme alle altre figure preposte, utilizzando tutta una serie di parametri, che indagano i diversi aspetti del problema, spesse volte annidati non nella oggettiva gravosit\u00e0 del lavoro, quanto nelle relazioni che si instaurano tra lavoratori e, soprattutto, con i vari livelli delle gerarchie aziendali. La stessa sicurezza \u00e8 fortemente condizionata dall\u2019approccio culturale e, non a caso, la gran parte degli infortuni sul lavoro sono causati dalla non conoscenza dei fattori di rischio, dalla poca o nulla formazione, dal non utilizzo dei dispositivi di protezione, dalla superficialit\u00e0 e dalla disattenzione, tutti fattori riconducibili al <strong>poco amore per il lavoro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine la stessa produttivit\u00e0, cio\u00e8 il risultato in termini di economicit\u00e0 e di affermazione dell\u2019azienda nella societ\u00e0 competitiva, condizione primaria che nell\u2019economia globale ne determina e condiziona la vita, contrariamente a certe teorie basate solo sui numeri, \u00e8 dovuta principalmente all\u2019amore per il lavoro, che le&nbsp;<em>risorse umane<\/em>&nbsp;sentono, alimentato da rapporti sereni e dalla dedizione di tutti, anche degli addetti ai lavori pi\u00f9 umili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Chi ha la responsabilit\u00e0 di organizzare il lavoro?&nbsp; Come \u00e8<\/strong>&nbsp;<strong>percepito dal lavoratore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso c\u2019\u00e8 molta attenzione ai&nbsp;<em>numeri<\/em>&nbsp;e poca alle&nbsp;<em>persone<\/em>&nbsp;sino a favorire la crescita costante di coloro che ritengono il lavoro una punizione e, per questo, utilizzano ogni espediente disponibile per sottrarsi ad esso, oppure per fare il&nbsp;<em>meno possibile<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema dell\u2019approccio culturale al lavoro e di come esso viene percepito \u00e8 veramente stimolante e vale la pena di scorrere rapidamente le diverse culture del lavoro, che sono maturate nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>cultura signorile e cultura borghese<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La cultura signorile<\/strong> inizi\u00f2 a manifestarsi nell\u2019antica Grecia, ove la libert\u00e0 era correlata all&#8217;affrancamento dal lavoro manuale, riservato agli schiavi ed ai servi. Platone ed Aristotele sostenevano il primato della contemplazione, la sola in grado di sviluppare le virt\u00f9, le riflessioni, l&#8217;attivit\u00e0 politica. Esiodo, unico scrittore greco ad esaltare il lavoro, lo considera per\u00f2 una pena inflitta agli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche nella Roma antica non era nobile lavorare. Secondo questa cultura l\u2019ozio era il solo lavoro dell\u2019uomo libero. Conseguentemente, l&#8217;<em>otium<\/em>&nbsp;aveva un&#8217;accezione positiva, mentre il&nbsp;<em>negotium<\/em>, tipico dell&#8217;attivit\u00e0 commerciale, aveva un&#8217;accezione negativa, ed era delegata agli schiavi e ai liberti. La parola Negozio, infatti, ha un\u2019accezione negativa e deriva da NEG (particella negativa) e OTIUM (Ozio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sosteneva che il Vero, il Giusto e il Bello non fossero compatibili con l&#8217;Utile. Una vita nobile doveva tenersi lontana dall&#8217;economia. La ricchezza veniva solo dalla terra e dalla guerra. Questa visione dell&#8217;idea signorile permise di sviluppare la filosofia e grandi filosofi come Aristotele, arrivarono a sostenere che tutti i cittadini potessero partecipare alla polis, ma non chi praticava il commercio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il medioevo condannava il commercio, voleva i sacerdoti, i soldati e i lavoratori, in questo preciso ordine gerarchico. &nbsp;Questa gerarchia (che molti ammettevano gi\u00e0 prima dell\u2019incarnazione del Verbo) proviene da una profonda seppur semplice convinzione (anche se sarebbe pi\u00f9 corretto definirla \u201cconsapevolezza\u201d): perch\u00e9 un regno prosperi \u00e8 necessario che Dio lo sostenga e, affinch\u00e9 ci\u00f2 possa avvenire, \u00e8 necessario che si ricorra alla preghiera della Chiesa (da Dio istituita) che si esprime nella Liturgia con la celebrazione dei Divini Misteri; dice infatti il Signore: \u201c<em>Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla\u201d (Gv XV, 5).&nbsp;<\/em>Sostenuti dalla preghiera della Chiesa i soldati (o \u201cnobili\u201d), i \u201csangue blu\u201d \u2013 sangue prezioso, versato sul campo di battaglia e per questo privilegiato \u2013 combattono con il favore divino i nemici della patria e la governano senza voler dominare sulla Chiesa e senza volerla assoggettare a ragioni terrene o ad uso e consumo dei sovrani, in modo da non inimicarsi l\u2019Altissimo il quale \u00e8 l\u2019unico a poterne disporre; cos\u00ec, con il favore divino e la forza dei soldati a proteggerli, i contadini, gli operai e i lavoratori nutrono se stessi, sacerdoti, Re e soldati; costruiscono villaggi per i lavoratori, caserme per i soldati e cattedrali dove celebrare il culto divino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo quella cultura la ricchezza doveva essere ereditata o conquistata con onore e spesa con onore. In tempi pi\u00f9 vicini queste considerazioni del lavoro hanno contribuito alla nascita di altre culture ancora presenti. Marx riteneva che il commercio fosse un fattore di disgregazione della societ\u00e0, cos\u00ec come sosteneva Platone e l&#8217;economia libera poteva e doveva finire al pi\u00f9 presto, per poter affrancare l\u2019uomo.. Rousseau sosteneva che senza lusso non ci sarebbe povert\u00e0. Con queste visioni l&#8217;uomo si sarebbe salvato dall&#8217;economia e, quindi dal lavoro, per via rivoluzionaria, salvifica o utopica. Infine, l\u2019auspicata sconfitta dell\u2019economia e del lavoro avrebbe eliminato qualsiasi valore del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La cultura borghese<\/strong>&nbsp;era ed \u00e8 l&#8217;esatto contrario. Essa considerava e considera tuttora il lavoro una forma di realizzazione dell&#8217;uomo. Attribuisce valore al tempo-<em>il tempo \u00e8 denaro<\/em>-, d\u00e0 grande rilievo alla propriet\u00e0, all&#8217;autonomia, all&#8217;ingegno ed alla libert\u00e0 dell&#8217;uomo di intraprendere nuovi lavori, anche rischiando di non farcela. Questa cultura ha cambiato il mondo, ha sconfitto la fame, allungato le aspettative di vita e portato ad una nuova etica della societ\u00e0, ove valori come la solidariet\u00e0 si sono affermati a vantaggio dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo essa non ha portato ad un nuovo eden, ma ha eliminato la fame, ha portato all&#8217;affermarsi di grandi valori, come quello della solidariet\u00e0, della sicurezza, del rispetto e della tutela dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Punto cardine di questa cultura e la solenne affermazione della <strong>Regola di San Benedetto<\/strong>, secondo la quale&nbsp;<em>\u201c<strong>L\u2019ozio \u00e8 nemico dell\u2019anima; e quindi i fratelli devono in alcune determinate ore occuparsi nel lavoro manuale, e in altre ore, anch\u2019esse ben fissate, nello studio delle cose divine<\/strong>\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa nuova cultura, che possiamo definire&nbsp;<em>borghese<\/em>, cambia radicalmente l\u2019approccio al lavoro. L\u2019ozio diventa fattore negativo e il lavoro, inteso come fattore di conquista dei beni necessari a soddisfare bisogni primari e non solo, si sviluppa rapidamente, creando le premesse per la crescita costante dell\u2019economia e, con essa, di molti altri valori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella Regola troviamo espressi, in forma semplice e chiara, non solo i valori positivi del lavoro, come momento di realizzazione dell\u2019uomo, ma anche principi attualissimi che complesse e tortuose teorie economiche e sociali vorrebbero esprimere:&nbsp;<em>dalla necessit\u00e0 di coinvolgere, alla tutela dei pi\u00f9 deboli, al creare ambienti di lavoro e di vita dove si viva bene, i soli in grado di non indurre in tristezze, n\u00e9 in mormorazioni, che portano al degrado, culturale, umano e professionale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In certi ambienti di vita, ove sono diffuse&nbsp;<em>le tristezze e le mormorazioni<\/em>, solo la riscoperta dei valori espressi nella Regola possono far riprendere il cammino di fiducia e di speranza, che molti hanno smarrito. Fortunatamente, nel lavoro, queste tristezze e mormorazioni non sono generalizzate e molti imprenditori illuminati hanno riscoperto, progettando e realizzando modelli di organizzazione del lavoro che soddisfano pienamente le attese di quanti lo praticano, recuperando a queste visioni positive anche coloro che erano orientati a ritenere&nbsp;<em>il lavoro uno spiacevole intervallo della vita quotidiana<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ama il proprio lavoro, lo considera occasione di gratificazione e di realizzazione ed \u00e8 questa cultura che ha animato intere schiere di lavoratori, orgogliosi di collaborare con grandi imprenditori; insieme hanno creato grandi aziende e opere meravigliose, che per dimensioni, utilit\u00e0 e bellezza sfidano il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La creazione di ambienti lavorativi intesi a soddisfare questi valori primari \u00e8 una condizione fondamentale perch\u00e9 il lavoro sia amato e non gravoso. Chi ama il proprio lavoro ha la fortuna di&nbsp;<em>non lavorare mai<\/em>&nbsp;e questo \u00e8 l&#8217;augurio pi\u00f9 bello che possa farsi a chi entra nel mondo del lavoro. Possa avere l&#8217;intelligenza di amare il proprio lavoro e di esercitarlo in allegria, senza tristezze, n\u00e9 mormorazioni, quelle affaticano e piegano il fisico lo spirito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>&#8220;Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno nella vita&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa frase, attribuita a Confucio, sintetizza in maniera solenne l\u2019importanza di amare il proprio lavoro ed esprime non solo la ricerca di un lavoro da amare, ma anche l\u2019intelligenza di amare il lavoro che si ha, per non renderlo pi\u00f9 gravoso e disporre dell\u2019energia della volont\u00e0 per cercarne uno migliore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un fenomeno sociale grave \u00e8 il non avere un lavoro e non cercarlo, per cui \u00e8 la Regola di San Benedetto, che porter\u00e0 alla nascita delle arti e dei mestieri, ove l\u2019ingegno dell\u2019uomo si arricchir\u00e0 di creativit\u00e0, di voglia di scoprire e di costante spinta a migliorarsi.<br><br><strong>La formazione della classe dirigente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi quella cultura del lavoro, proposta dalla Regola di Benedetto \u00e8 molto affievolita ed in via di estinzione. E\u2019 stata soppiantata da una non cultura, ove l\u2019assistenzialismo \u00e8 spacciato per solidariet\u00e0 e cavalcata da una parte non trascurabile della classe dirigente, che all\u2019impegno di educare, di provvedere, di esortare, ha preferito il meno impegnativo buonismo. La realt\u00e0 in cui versa l\u2019intero Occidente richiederebbe invece una classe dirigente in grado di&nbsp;<em>\u201cprendere in considerazione la diversit\u00e0 dei bisogni e delle debolezze, aver cura non solo delle cose, ma soprattutto delle persone, <\/em>proprio come quella espressa dalla Regola, scritta in un tempo che ha molte analogie con quello attuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, questa esigenza non \u00e8 condivisa dai grandi organismi che hanno il potere di creare modelli di organizzazione e di leadership e di presentarli come risolutivi, anche perch\u00e9 i fattori di analisi, nonostante le tanto decantate attenzioni alle risorse umane, restano la <strong>produttivit\u00e0 e la redditivit\u00e0 delle aziende<\/strong>, parametri vitali per la loro sopravvivenza in <strong>un\u2019economia sempre pi\u00f9 ferocemente competitiva<\/strong>, senza confini e senza scrupoli. Il tema della produttivit\u00e0 \u00e8 stato poi condiviso anche dal settore pubblico, affascinato dai grandi \u201cprogressi\u201d del settore privato, paradossalmente sempre pi\u00f9 attratto dalle droghe dell\u2019aiuto pubblico, per giungere a soluzioni simili. Questo allineare perfettamente modelli di analisi e di ricerca delle soluzioni, per due mondi diversi e molto distanti, ha finito per\u00f2 col sacrificare alcune particolarit\u00e0 degne di nota, che li connotavano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, i modelli proposti, che fanno riferimento ai soli numeri, sempre pi\u00f9 incomprensibili, si sono dimostrati poco affidabili e, gi\u00e0 verso la fine del primo decennio del nuovo secolo, di fronte ad una crisi mondiale, generata da manager, senza scrupoli, costantemente impegnati a migliorare i numeri delle loro aziende, tutti auspicavano un ritorno all\u2019etica e ai valori che la esprimono, come unica via d\u2019uscita dal tunnel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riscoperta dell\u2019etica, per\u00f2, era ed \u00e8 dovuta alla diffusa convinzione del potere prodigioso delle parole, pi\u00f9 che alla consapevolezza degli atteggiamenti e dei comportamenti che essa richiede. E\u2019 evidente, infatti, che solo una <strong>nuova dimensione etica dei capi<\/strong> pu\u00f2 orientare le strutture loro affidate a percorrere strade diverse, ove la cura della persona e non i numeri diventano fattori su cui investire, nella certezza che arriveranno anche i risultati e saranno duraturi, non effimeri e fumosi, come certi slogan geniali, che per anni hanno offuscato le menti di tanti, solo perch\u00e9 nessuno ne ha mai capito il significato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dimensione etica del capo, pur nelle diverse espressioni che ne definiscono la funzione, acquista rilevanza fondamentale, anche per ricercarne i percorsi formativi pi\u00f9 idonei. Per questo tema, pu\u00f2 essere interessante studiare approfonditamente la storia dei personaggi che hanno avuto la capacit\u00e0 di coinvolgere nei loro progetti un numero infinito di persone ed ottenerne la fiducia, sino al sacrificio della vita; personaggi che hanno affascinato pi\u00f9 per i valori che hanno saputo, a torto o a ragione, comunicare, che per ogni altra qualit\u00e0, che pure potevano sfoggiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019etica si esprime nei valori<\/strong> verso cui orientare le azioni ed il capo che riesce a farsene interprete, a comunicarli e a presentarsi come guida per il loro raggiungimento o per la loro tutela, riesce a coinvolgere, a motivare e a far sentire partecipi anche i pi\u00f9 umili. I valori etici condivisi sono i soli che riescono ad emozionare e questo sentimento proietta l\u2019uomo verso traguardi che, normalmente, appaiono impossibili<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Orientando il tutto verso le sole produttivit\u00e0 e redditivit\u00e0 \u00e8 difficile emozionare e coinvolgere e di fronte al fallimento ecco riapparire prepotentemente i grandi valori, quelli che scaldano il cuore e, con essi la riscoperta della dimensione etica, necessaria ad interpretarli, esprimerli e custodirli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per molto tempo, dimenticarsi dell\u2019etica, \u00e8 stato uno sport praticato da tutti, compresi i cosiddetti consumatori, termine, sicuramente poco nobile, che considera le persone degne di tutela in quanto dedite a consumare beni o a utilizzare servizi. Il problema delle carenze etiche, \u00e8 molto pi\u00f9 complesso e non riguarda solo pochi capi. Per essere affrontato, richiede <strong>cambiamenti culturali nel modo di vivere<\/strong> e, soprattutto, di pensare da parte di molti. E non \u00e8 di facile soluzione, perch\u00e9 mentre tutti sono d\u2019accordo riguardo alle cause che hanno prodotto la situazione di crisi, pochi propongono cambiamenti culturali per il futuro; anzi, molti sperano in un ritorno al passato, fatto di crescita continua dei consumi, come motore di sviluppo infinito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa diversa valutazione delle cause dei mali del presente e di come superarli, \u00e8 una scoria del passato e la paura di un nuovo corso, che porterebbe a <strong>cancellare<\/strong> inevitabilmente molti di quei <strong>privilegi accumulati<\/strong> da tutti, anche dai consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche i percorsi formativi di coloro che, nelle vesti di dirigenti, comandanti o responsabili di strutture con denominazioni, sono destinati a recitare un ruolo di protagonisti nel futuro del mondo del lavoro, pubblico e privato, non sono semplici e richiedono <strong>scelte radicali ed inversione di rotta<\/strong>, rispetto ad una realt\u00e0 consolidata di slogan incomprensibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fonte certa di questi percorsi \u00e8 la Regola di S. Benedetto, unica per grandezza di contenuti, che orienta ogni scelta organizzativa a privilegiare la crescita umana, culturale e professionale, come condizione ineludibile di produttivit\u00e0 e di redditivit\u00e0 del lavoro<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Il benessere organizzativo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Educare le persone ad amare<\/strong> il lavoro come momento di benessere personale e fattore di produttivit\u00e0, sia in termini quantitativi che qualitativi, \u00e8 un\u2019esigenza condivisa da un numero crescente di esperti, incaricati di <strong>migliorare l\u2019efficienza del lavoro<\/strong>. Questo principio, che animava tutte le comunit\u00e0 benedettine, \u00e8 divenuto di estrema attualit\u00e0 per due ordini di ragioni, strettamente correlate:<br>&#8211; le tecnologie sempre pi\u00f9 invasive, che in molti campi si avviano a sostituire l\u2019uomo a ridurne la partecipazione al lavoro a ruoli secondari o residuali;<br>&#8211; la crescente attenzione al sostentamento di chi non ha lavoro, che senza adeguate limitazioni pu\u00f2 ridurre di molto l\u2019interesse a cercarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto concerne le tecnologie sempre pi\u00f9 invasive \u00e8 evidente che in tutti i processi lavorativi il ruolo dell\u2019uomo \u00e8 destinato a ridursi drasticamente, sino alla completa spersonalizzazione e, con essa il venir meno della soddisfazione insita nel prodotto, non pi\u00f9 frutto della creativit\u00e0 dell\u2019uomo, ma della macchina. Questa condizione negativa \u00e8 destinata a crescere con il diffondersi impetuoso <strong>dell\u2019intelligenza artificiale<\/strong> (AI), alimentata da una visione religiosa sulle potenzialit\u00e0 della tecnologia, sottratta sempre pi\u00f9 al controllo dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione, doverosa, a chi \u00e8 senza lavoro, molto spesso frutto non di solidariet\u00e0 ma fattore di consenso politico, senza adeguata determinazione dei limiti di accesso ai sussidi previsti per chi si trova senza lavoro, pu\u00f2 generare situazioni per le quali <strong>il non lavoro \u00e8 preferibile al lavorare<\/strong>, alimentando cos\u00ec una cultura dell\u2019ozio, con il rischio di portare anche al degrado culturale ed umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutte queste ragioni, il lavoro, privato della gratificazione del risultato e dell\u2019importanza dello stesso come sostentamento di una vita dignitosa, pu\u00f2 riacquistare un ruolo fondamentale nella vita di tante persone, come momento di <strong>benessere psicosociale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi nuovi orizzonti del lavoro per essere compresi, ricercati e raggiunti con successo <strong>richiedono una classe dirigente preparata<\/strong> alla spiritualit\u00e0 del lavoro, quella che non si esprime con i numeri, ma creando ambienti che&nbsp;<em>\u201ccontribuiscano al miglioramento della qualit\u00e0 di vita dei lavoratori e delle prestazioni\u201d<\/em>, obiettivo indicato dal Ministro della funzione pubblica all\u2019inizio degli anni 2000, come itinerario per migliorare il livello di efficienza della Pubblica Amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa Direttiva aveva riscosso entusiasmi ad ogni livello, purtroppo spentisi rapidamente, al pari delle tante altre soluzioni, proposte dalle periodiche riforme della Pubblica Amministrazione, che da mezzo secolo sono trionfalmente annunciate come risolutive. Riforme accomunate tutte dall\u2019essere scritte da tecnici che&nbsp;<em>\u201cparlano con grande competenza di cose che non conoscono\u201d<\/em>&nbsp;categoria di cui il Paese non \u00e8 carente e che gode di grande affidabilit\u00e0, proprio per la <strong>riconosciuta capacit\u00e0 di non risolvere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna riforma proposta ha mai osato parlare di responsabilit\u00e0, ma solo di premi di produzione, sistematicamente distribuiti a pioggia, senza distinzione alcuna, sollevando cos\u00ec i dirigenti dal dover scegliere ed assumersi le responsabilit\u00e0 delle scelte, che non sarebbero accettate dagli esclusi, solitamente ben organizzati per <strong>tutelare non diritti, ma i privilegi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, premiare e punire, sono insite nella funzione gerarchica, il cui esercizio richiede la consapevolezza degli effetti che le misure premiali e i provvedimenti punitivi producono nelle comunit\u00e0, in particolare sulla percezione della dimensione di chi le adotta. Il non esercitarle non solleva il capo dal giudizio della comunit\u00e0, anzi lo accredita come personaggio inadeguato al ruolo. Questo sfuggire agli obblighi di adottare provvedimenti punitivi riduce o annulla la dimensione etica dei capi che pensano di essere apprezzati da tutti i collaboratori, con atteggiamenti ridicoli di giovialit\u00e0 e di <strong>rinuncia ad esercitare qualunque azione<\/strong> <strong>di controllo sulle attivit\u00e0 dei singoli<\/strong>. <strong>Il clima ove ognuno fa quello che vuole non educa le persone ad amare il lavoro, non ne migliora la qualit\u00e0 della vita<\/strong>, n\u00e9 l\u2019efficienza funzionale delle strutture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per creare e consolidare ambienti e relazioni che contribuiscono al miglioramento della qualit\u00e0 della vita, <strong>sono necessari \u201ccapi\u201d in grado di esercitare appieno tutte le funzioni insite nel ruolo<\/strong>, a cominciare dall\u2019obbligo morale di <strong>investire sulla crescita delle persone<\/strong>, anche richiamando e riprendendo chi sbaglia, affinch\u00e9 acquistino il <strong>senso etico del dovere<\/strong>. come saggiamente \u00e8 prescritto nel corpo della Regola di San Benedetto&nbsp;<em>\u00abNe chiuda gli occhi sui vizi dei trasgressori, ma appena cominciano a sorgere, le strappi alle radici con tutte le forze che pu\u00f2\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Creare ambienti di lavoro che migliorino la qualit\u00e0 della vita non \u00e8 semplice. Per realizzarli \u00e8 indispensabile l\u2019autorevolezza dei capi, molto pi\u00f9 difficile da raggiungere ed impegnativa da praticare, rispetto alle visioni proposte dalle tante teorie sulla leadership, come il coaching, attualmente di moda nella galleria delle trovate di ingegno del mondo dello spettacolo trasferite in certe Universit\u00e0 che le hanno nobilitate, proposte alle realt\u00e0 del mondo del lavoro, con effetti spesso tragicomici. Ma, nonostante gli insuccessi strepitosi continua senza sosta la produzione di modelli di leadership da avanspettacolo, in un mondo che non distingue pi\u00f9 la realt\u00e0 dalla finzione e, per questo, di grande attrazione per capi simpatici,&nbsp;<em>gioviali e alla mano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella realt\u00e0, non esiste un capo in grado di creare ambienti di lavoro che migliorino la qualit\u00e0 della vita con atteggiamenti e comportamenti da bar dello sport, ma questo poco importa; l\u2019importante \u00e8 stupire con continue trovate d\u2019ingegno, come la&nbsp;<em>contaminazione delle idee<\/em>, altro slogan di moda. Educare le persone ad amare il lavoro \u00e8 cosa ardua ed impegnativa e richiede comportamenti esemplari dei capi, non omissioni, n\u00e9 complicit\u00e0. E, solo amando il lavoro, il tempo ad esso dedicato \u00e8 breve, passa serenamente e procura una sensazione di benessere, quella che aiuta a vivere bene anche il resto della giornata, perch\u00e9&nbsp;<em>&#8220;se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci pu\u00f2 donare, l&#8217;amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicit\u00e0 sulla terra: ma questa \u00e8 una verit\u00e0 che non molti conoscono&#8221;<\/em>. &#8211; Primo Levi, \u201cLa chiave a stella\u201d<br><br><strong>Le sfide del futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come educare le persone ad amare il proprio lavoro<\/strong> \u00e8 la sfida pi\u00f9 avvincente che il futuro presenter\u00e0 con sempre maggiore attenzione a tutti coloro che avranno responsabilit\u00e0 organizzative o di gestione di grandi o piccole strutture. Sinora la \u201cmalattia\u201d \u00e8 stata affrontata proponendo, come medicina, l\u2019incentivo economico e gli avanzamenti di carriera. I risultati non sono stati brillanti, specie nel pubblico impiego, ove l\u2019obiettivo di accontentare tutti, ha finito col produrre incentivi a pioggia, di valore insignificante e promozioni a tutti, nessuno escluso. Il ricorso a promozioni generalizzate, nel pubblico impiego, \u00e8 la materiale realizzazione del principio di Peter:&nbsp;<em>\u201cIn ogni gerarchia ogni dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le giuste <strong>aspirazioni alla promozione e alle gratificazioni economiche, vanno assecondate e tutelate<\/strong>, orientandole verso modelli ove le professionalit\u00e0 acquisite siano fattori portanti anche negli incarichi che si vanno ad assicurare. Tutto questo presuppone, per\u00f2, modelli organizzativi articolati in maniera tale che la crescita delle persone trovi momenti realizzativi al servizio del bene comune e non resti mera gratificazione personale, senza utilit\u00e0 per la struttura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il settore privato, pi\u00f9 attento alla produttivit\u00e0, ha puntato sulla premialit\u00e0 riferita a parametri concordati, ma difficili da applicare, se non riconoscendoli a tutti. Gli esiti ottenuti stimolano riflessioni approfondite sulla bont\u00e0 dei mezzi impiegati e sulla necessit\u00e0 di ricercare altri itinerari, che possano aiutare a raggiungere gli obiettivi voluti e imposti da una realt\u00e0 caratterizzata da sempre maggiori esigenze e competitivit\u00e0. Questi strumenti nuovi non possono che orientarsi a soddisfare, accanto alle giuste aspettative economiche, specie per le fasce pi\u00f9 deboli, quel bisogno profondo dell\u2019animo a partecipare al lavoro e non a subirlo come imposto; a ricercare in esso momenti di felicit\u00e0, che portino a personalizzarlo per gioirne delle affermazioni e a sentirsi responsabili degli insuccessi. Solo cos\u00ec, si potr\u00e0 pensare di dare inizio ad una fase nuova e migliore di quella che, tristemente, si avvia a tramontare, sotto l\u2019incalzare di crisi, che si susseguono ad intervalli sempre pi\u00f9 corti e spesse volte dagli sviluppi indecifrabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo di manager dell\u2019industria che promettono crescita costante delle aziende e di esperti della Pubblica Amministrazione che garantivano livelli di efficienza funzionale miracolistici, \u00e8 finito e la realt\u00e0 di ogni settore evidenziano l\u2019assoluta urgenza di riscoprire saggezze antiche e la <strong>centralit\u00e0 dell\u2019uomo<\/strong>, destinatario principe di ogni progetto umano, che si ispiri alla grandezza dei valori eterni ed insostituibili, come <strong>l\u2019amore per se stessi e per gli altri, il lavoro come momento creativo e non alienante<\/strong>. Chi ama s\u00e9 stesso non pu\u00f2 odiare il proprio lavoro, anche se non gli piace. Il capo, degno di questo nome, non pu\u00f2 restare indifferente di fronte a manifestazioni di disagio diffuse tra gran parte del suo personale, ma deve ricercare ogni accorgimento per far s\u00ec che le persone lavorino con piacere. Il disprezzo per il lavoro, porta ad appesantirne gli effetti e alla ricerca costante di fuggire dallo stesso, con un atteggiamento peggiore dell\u2019ozio, solennemente riconosciuto come&nbsp;<em>\u201cnemico dell\u2019anima\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><u>A tutti BUON LAVORO<\/u><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando parliamo di lavoro, di efficienza alla produttivit\u00e0, dalla tutela della salute, alla sicurezza, dobbiamo necessariamente riferirci all\u2019approccio culturale, e<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[249,247,239,143,248],"class_list":["post-1043","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","tag-amore","tag-cultura","tag-datore-di-lavoro","tag-lavoro","tag-organizzazione"],"wppr_data":{"cwp_meta_box_check":"No"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1043","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1043"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1044,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1043\/revisions\/1044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/untesil.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}